la Repubblica, 7 aprile 2026
Warner-Paramount: dagli arabi 24 miliardi
Nel risiko americano dei media avviato da Paramount per acquisire anche Warner Bros. Discovery, David Ellison ha ricevuto una mano dai fondi sovrani arabi. Secondo il Wall Street Journal, il gruppo guidato dal figlio del cofondatore di Oracle Larry Ellison ha ottenuto impegni azionari per quasi 24 miliardi di dollari da tre fondi sovrani guidati dall’Arabia Saudita.
Il Public Investment Fund saudita ha accettato di fornire 10 miliardi di dollari. Nella cordata figurano il Qatar Investment Authority e Imad Holding Co. di Abu Dhabi. La presenza di fondi arabi era già emerse nei mesi scorsi, dopo l’assalto lanciato da Paramount a Warner, nel tentativo poi riuscito di scavalcare l’offerta di Netflix. E il legame con gli investitori era stato letto dagli analisti finanziari come la prova che dietro il rilancio di Ellison ci fosse il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, molto legato ai sauditi. Adesso si conoscono i nomi degli investitori e, soprattutto, le cifre del loro coinvolgimento a un’operazione che fa di Paramount il colosso dei media americani e di Hollywood, con una concentrazione senza precedenti, visto che Ellison, amico di Trump, controllava già l’altro gigante dell’informazione, Cbs.
A febbraio, Paramount ha annunciato di aver superato Netflix e di aver raggiunto l’accordo per acquistare Warner Bros. Discovery, casa di Hbo, Cnn e proprietaria dei diritti su Harry Potter, per 110 miliardi di dollari, inclusi i debiti. L’intesa è adesso in attesa di essere sottoposta a una revisione regolamentare in Europa, ma intanto i dirigenti di Paramount hanno comunicato ai dipendenti che l’operazione potrebbe essere chiusa già entro la fine di luglio.
Gli impegni degli investitori del Golfo aiuteranno a compensare i costi per la famiglia Ellison e per RedBird Capital Partners, altro gigante di Hollywood che fa parte dell’operazione. Come parte dell’accordo, Paramount ha dichiarato che qualsiasi partecipazione azionaria, e la suddivisione delle quote con altri nuovi investitori, non influirà sulla chiusura della transazione, perché la famiglia Ellison ha già garantito che coprirà l’intero importo se necessario. Il peso che avranno gli investitori arabi non è ancora chiaro ma si sa che non avranno diritti di voto nella nuova entità Paramount-Warner, e non è previsto che l’accordo inneschi una revisione obbligatoria da parte della commissione governativa che si occupa di controllare gli investimenti stranieri, una procedura che scatta quando si ritiene a rischio la sicurezza nazionale. Ogni fondo possiederà una percentuale di azioni minore rispetto alla soglia in cui scatta il controllo federale.
Una versione iniziale dell’offerta di Paramount prevedeva anche il sostegno della compagnia cinese Tencent e di Affinity Partners, la società di private equity fondata dal genero di Trump, Kushner. Poi Affinity si è ritirata dall’accordo con Paramount. Anche Tencent non fa più parte dell’operazione, secondo il Wall Street Journal. Paramount ha intanto anche ricevuto impegni di debito per 54 miliardi di dollari da due banche, Bank of America e Citigroup, e dalla società di private equity Apollo Global Management, che ha cominciato a coinvolgere altre banche e investitori.