Corriere della Sera, 7 aprile 2026
Un’ex geisha denuncia: «È un sistema di schiavitù»
Dietro l’immagine raffinata delle geishe di Kyoto si nasconderebbe «un sistema di schiavitù» fatto di molestie, violenze, isolamento e richieste di denaro opache. È la denuncia di Kiyoha Kiritaka, che ha lasciato nel 2016 il quartiere delle geishe e ha raccontato all’agenzia Kyodo di aver scoperto «un mondo estremamente anormale». Entrata giovanissima, attratta dalle arti tradizionali, studiava danza, shamisen (uno strumento a tre corde) e cerimonia del tè con l’obiettivo di diventare geisha. Nell’ultimo anno delle medie, un frequentatore del quartiere le propose di diventare maiko, ovvero «aspirante geisha». Inizialmente esitò, ma le difficoltà economiche della famiglia la spinsero ad accettare. Entrò in un’okiya (casa di residenza) e iniziò la formazione nel febbraio 2015, debuttando a novembre a Kyoto. Secondo il suo racconto, durante i banchetti l’alcol favoriva comportamenti inappropriati dei clienti, con contatti sessualizzati considerati parte dell’intrattenimento e una pressione implicita ad accettarli.