Corriere della Sera, 7 aprile 2026
La Lega chiede di riaprire alle forniture dalla Russia
Non si arresta la corsa del costo al distributore in Italia: in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self service era venduta ieri a 1,781 euro al litro (era 1,777 euro sabato), il prezzo del gasolio è salito a 2,140 euro al litro (2,130 euro sabato). E si profila intensa l’attività parlamentare per i decreti che abbassano le fatture energetiche. Al Senato è atteso il provvedimento sulle bollette. Già approvato alla Camera, manca l’ultimo miglio. Sui carburanti, al primo decreto che ha ridotto le accise fino a oggi ed è all’esame della commissione Finanze al Senato, venerdì scorso se ne è aggiunto un secondo che estende gli aiuti fino al primo maggio: comincerà l’iter a Palazzo Madama. Ma non è esclusa l’ipotesi di accorparli.
Intanto ieri è tornato a parlare Fatih Birol, il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, che aveva pubblicato il decalogo dell’austerity. Birol ha invitato i governi a resistere alla tentazione dell’accaparramento di petrolio e carburanti. L’invito è arrivato con un colloquio con il Financial Times. «Esorto tutti i Paesi a non imporre divieti o restrizioni alle esportazioni», ha dichiarato. «È il momento peggiore se si guarda ai mercati petroliferi globali. I loro partner commerciali, i loro alleati e i loro vicini ne soffriranno». I Paesi devono resistere alla tentazione di accumulare petrolio e carburanti durante la crisi energetica innescata, ha aggiunto il responsabile dell’Aie, poiché si prevede un’ulteriore diminuzione delle forniture se lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Il riferimento è in particolare alla Cina e agli Stati Uniti: le scorte di questi due Paesi sono infatti cresciute nelle ultime settimane.
Ma in un’offerta mondiale a cui mancano i 15-20 milioni di barili che transitano da Hormuz, in una domanda salita da 104 a 106 milioni di barili al giorno proprio nelle settimane recenti per l’accaparramento, dalla Lega si è levata una voce in favore del ritorno del petrolio russo. Gli Usa hanno già sospeso temporaneamente le sanzioni «Il sostegno a famiglie e imprese è urgente e non rinviabile: l’Europa prenda atto della situazione internazionale e valuti le forniture di petrolio e gas dalla Russia. I nostri cittadini devono essere difesi», scrive la Lega in una nota.
Di fatto, però, i prodotti petroliferi russi in Italia e in Europa comunque arrivano con la flotta ombra. Il gasolio in particolare. Fa tappa a Malta o in Turchia e poi viene venduto in Europa senza l’origine.