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 2026  aprile 04 Sabato calendario

Roma, arrestato studente universitario aspirante Unabomber

Sulla carta un normale studente universitario, trasferitosi dall’Abruzzo a Roma per frequentare la facoltà di Scienze politiche. Nei fatti un sospetto potenziale terrorista che condivideva sul suo profilo Instagram (seguito da oltre 200mila follower) manuali e tutorial su come costruire armi e ordigni, anche con l’utilizzo di stampanti 3D, per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali e per colpire i «più grandi centri di dati di intelligenza artificiale in America». Nicolò Galantini, 25enne originario di Tortoreto, in provincia di Teramo, è finito in carcere con le accuse di addestramento ad attività con finalità di terrorismo, anche internazionale, e apologia di reato aggravata dalle finalità di terrorismo. L’indagine, coordinata dalla Dda dell’Aquila, ha permesso di accertare che lo studente fuori sede appartiene alla corrente anarchica di stampo primitivista e accelerazionista, riconducibile al più ampio movimento dell’anarchismo verde, che critica la civiltà industriale, sostiene che l’agricoltura e lo sviluppo tecnologico abbiano determinato alienazione e disuguaglianza sociale e persegue un ritorno a stili di vita pre-industriali. Il 25enne, fotografato con mimetica e passamontagna, esaltava le gesta del matematico americano Theodore Kaczynski (detto “Unabomber"), «indicato come modello da emulare», e inneggiava alla «distruzione del sistema tecnologico e democratico attuale».
LE PERQUISIZIONI
Gli agenti della Digos dell’Aquila ieri mattina hanno fatto irruzione in un appartamento in via Flavio Stilicone, nel quartiere di Cinecittà, a sud della Capitale, nel quale il giovane abitava insieme a una convivente. Una zona vicina al Parco degli Acquedotti, dove la sera del 19 marzo scorso hanno perso la vita due anarchici – Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano – mentre stavano preparando un esplosivo artigianale a base di nitrato di ammonio. Per questo gli inquirenti stanno indagando su possibili collegamenti tra i due fatti. Nel corso delle perquisizioni eseguite sia nell’appartamento romano sia in quello dove Galantini aveva la residenza, a Tortoreto, sono state sequestrate maschere per travisamento, passamontagna, una tuta mimetica, diverse armi bianche (una katana, pugnali, lame e tirapugni), materiale cartaceo ideologico, telefoni cellulari, tablet, pc, nonché del fertilizzante che sarà analizzato dalla polizia scientifica per capire se potesse essere utilizzato per fabbricare una bomba, simile a quella che stavano confezionando all’interno di un casale abbandonato Ardizzone e Mercogliano. Il materiale – ossia il nitrato di ammonio – è citato in uno dei video postati su Instagram da Galantini guarda caso il 18 marzo, il giorno prima dell’esplosione in cui la coppia di anarchici è morta. Nel video, che ha come colonna sonora il brano “Paint It, Black” ("Dipingilo nero") dei Rolling Stones, compaiono le pagine del saggio “C4 fatto in casa. Una ricetta per la sopravvivenza”, ossia un manuale per costruire un esplosivo al plastico militare ad alto potenziale (il “C4”, appunto), scritto da Ragnar Benson, pseudonimo usato da un misterioso americano per pubblicare libri di bracconaggio, tecniche di sopravvivenza, guerriglia e sabotaggio. «Benson ha scritto diversi manuali che credo tutti troverebbero utili. Sfortunatamente il suo editore ha chiuso i battenti», si legge a margine del post di Galantini. Nel suo profilo si susseguono le istruzioni per l’assemblaggio di pistole, fucili, munizioni ed esplosivi, nonché armi biologiche. Con l’operazione “Paint it black”, che prende il nome dalla canzone, sono stati scandagliati anche altri profili “amici” che condividevano – diffondendoli a loro volta – i messaggi e i post del 25enne arrestato. «Il gruppo dei “collaboratori social” che interagivano con l’utente _nature_pilled sono tutti allo stato non identificati».
L’ORDINANZA
Il suo attivismo ecologista era derivato da una vicenda relativa allo sversamento di sostanze tossiche da parte di un’industria locale, in un fiume vicino al luogo dove abitava da piccola. «Qualche volta per proteggere la bellezza... devi fare cose brutte», scrive Galantini. Secondo il gip dell’Aquila, Marco Billi, che ne ha ordinato l’arresto, presenta «un’allarmante progressione criminosa, partita con l’enunciazione di propositi per il successivo quinquennio, per poi passare alle immagini dei bersagli da colpire e alla pubblicazione di dettagli tecnici utili per la costruzione domestica di armi e per la fabbricazione ed il confezionamento di esplosivi». La condotta, amplificata dagli oltre 200mila follower, «desta particolare allarme sociale». «L’utilizzo sistematico dello strumento informatico e il ricorso al meccanismo della co-condivisione ha consentito l’ampliamento esponenziale della platea di fruitori dei contenuti postati», precisa il gip.