il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2026
La svolta vannacciana spacca gli ex An
Il prezzo da pagare è l’addio di compagni di strada che con lui hanno condiviso tantissimo prima nel Msi e poi in An. All’indomani dell’adesione all’avventura politica del generale Roberto Vannacci, Fabio Granata e l’altro ex parlamentare e amico Marcello Taglialatela hanno deciso di uscire dal Movimento Indipendenza di Gianni Alemanno.
“Quando quattro anni fa, insieme a te e con la tua guida, abbiamo dato vita a una Comunità di donne e uomini che non volevano rassegnarsi alla grigia politica dominante – si legge nella lettera ad Alemanno scritta da Granata, Taglialatela e l’ormai ex vicepresidente del Movimento Indipendenza Luigia Passaro – eravamo tutti consapevoli di avere scelto la strada più ambiziosa e difficile per affermare le nostre idee. Rompendo gli schemi della destra e intuendo la necessità di agire liberi da vecchie ideologie, hai contribuito a renderci artefici di un progetto che aveva come obiettivo l’affermazione di un soggetto politico capace di parlare a tutti gli italiani delusi dai partiti e da un governo suddito di Ue, Nato e Israele (al pari dei precedenti) e incapace di dare risposte efficaci in campo economico e sociale. Quel percorso oggi viene cancellato da una decisione evidentemente sbagliata e disastrosa sul piano tattico e strategico”.
I “ribelli” continuano: “Nelle diverse anime che caratterizzavano Indipendenza e che la rendevano vivace e attrattiva, ha prevalso quella che più si discosta dalle nostre intuizioni iniziali. Ha prevalso, in una parola, la logica che ha prima portato ad ammiccare al movimento Maga di Trump e poi a posizioni conservatrici, se non reazionarie, sui temi economici e sociali. La spinta eretica che ci distingueva sembra scomparsa non solo nei contenuti, ma anche nei modi. (…) In ragione dell’amicizia e dell’affetto che ci lega, eviteremo ogni polemica personale, ma non possiamo accogliere questa vostra scelta, che percepiamo come fatale per tutto ciò che di interessante e audace costituiva il nostro progetto. Con le nostre diverse sensibilità, siamo stati lealmente al tuo fianco condividendo battaglie e intuizioni, ma sempre preservando la nostra libertà di pensiero e la nostra storia politica. Libertà di pensiero e storia politica che non possono essere tutelate e rispettate nel nuovo percorso”.
Giovedì il presidente del Movimento fondato da Alemanno, Massimo Arlechino, li ha sentiti al telefono ma le distanze sono rimaste. “C’è amarezza nostra e loro. Facciamo parte della stessa storia, per questo speriamo che questo sia un distacco solo provvisorio prima di poterci ritrovare”, dice al Fatto Arlechino che ha solo parole di amicizia per Granata e gli altri. “È un passaggio doloroso, ma io e Gianni abbiamo apprezzato la loro lealtà e la schiettezza. Non hanno compreso che l’attenzione di cui gode Vannacci ci dà la possibilità di far sentire la nostra voce contro la guerra, contro il servilismo nei confronti degli Usa e per affermare la necessità di recuperare i rapporti con la Russia. Resta il grande rammarico: sono persone di grande esperienza politica che nel Movimento Indipendenza hanno rappresentato la volontà di superare gli steccati ideologici. Ai buoni amici si può solo dire: liberi!”.