la Repubblica, 5 aprile 2026
Caso Piantedosi, le allusioni di Conte
In mimetica. Mentre intervista donne e uomini dell’esercito, della Protezione civile, dei vigili del fuoco. Nel curriculum di Claudia Conte c’è anche un documentario: «2023. L’onda maledetta, vittime ed eroi», trasmesso in “esclusiva” su RaiPlay dal maggio 2024, prodotto dalla sua Shallow srls. Un lavoro di cui si parla molto in Rai. Proprio nelle stesse ore in cui lei continua a mandare messaggi allusivi via whatsapp, con un aggiornamento del suo stato: «Il silenzio del sabato santo». Solo venerdì aveva detto ai giornalisti: «Presto saprete». Uno stile che a tanti sembra di aver già visto, ai tempi del caso Boccia-Sangiuliano.
In attesa di sapere cosa sarà, si va alla ricerca di cosa è stato. E cioè i lavori che Conte ha effettuato negli ultimi anni. Il documentario è un piccolo caso. Venti minuti sull’alluvione in Emilia-Romagna del 2023, costruiti in gran parte con materiale di repertorio fornito dai vigili del fuoco. La Rai lo ha acquistato per una cifra minima, si parla di 500 euro. Quanto basta per aggiungere un tassello al curriculum della giornalista, che da poco ha reso pubblica la sua relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Questa volta il tassello è l’esperienza da regista, con il coinvolgimento della tv pubblica. Il documentario è facilmente reperibile su RaiPlay. Non ci sono testimonianze di sfollati o di chi ha perso tutto, case e familiari. C’è invece un meteorologo, e soprattutto molto spazio agli uomini in divisa a cui chiaramente sono destinati lunghi ringraziamenti.
Il documentario è talmente breve che, pur essendo definito documentario – anche sul sito di RaiPlay – non è stato acquistato dalla direzione documentari della Rai, che per prassi richiede caratteristiche diverse, a partire dalla durata. Non risulta abbia ottenuto premi.
A differenza invece di uno dei suoi libri, «La voce di Iside», sul disagio giovanile e la violenza di genere, che vale per due volte alla giornalista un invito della prefettura di Pistoia. Tutto documentato sul sito del Viminale, che su queste tematiche ha sostenuto diversi progetti in Italia. Nel maggio del 2024 Conte presenta il suo romanzo sul tema della violenza di genere a Pistoia davanti a circa mille studenti. A gennaio 2025 arriva un secondo invito, questa volta per parlare di bullismo. E anche in questo caso, la notizia compare sul sito del ministero, dove si legge che il libro è stato «diffuso nelle scuole della provincia nell’ambito dell’organizzazione dell’iniziativa». Le copie vengono acquistate da una fondazione locale che collabora all’evento. La prefetta Licia Donatella Messina precisa che il Viminale non ha finanziato questi incontri, sostenuti invece da fondi locali. E su Conte aggiunge: «Nessun gettone di presenza, solo un rimborso spese. L’ho invitata perché mi è stata presentata da amici comuni, il mondo è piccolo. Il suo libro non è un capolavoro, è un libro molto semplice, ma proprio perché semplice è stato apprezzato dai ragazzi». E ancora: «Piantedosi non c’entra nulla. Lo conosco, ma non è stato lui a presentarmi Conte». Pochi mesi dopo la prefetta viene trasferita a Caltanissetta. E anche lì arriva Conte. Un nuovo evento, in teatro, ancora sul suo libro. La notizia finisce di nuovo sul sito del Viminale. Nel frattempo, Conte viene anche premiata come «Ambasciatrice del sorriso nel mondo».
La giornalista fa breccia anche a Firenze, dove ai tempi della giunta Nardella entra nel consiglio di amministrazione della Fondazione Marini, che sovrintende il museo Marino Marini. Italia viva annuncia un’interrogazione sui criteri della scelta: «Chiediamo trasparenza».