Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 04 Sabato calendario

Todd Blanche, sostituto di Pam Bondi, chiude l’era Epstein

Il nuovo ministro ad interim della Giustizia ha inviato il messaggio che Donald Trump chiedeva: è ora di voltare pagina sullo scandalo della rete di pedofili. «Credo che gli Epstein file facciano parte dello scorso anno e il dipartimento non dovrebbe occuparsene, il Paese deve pensare ad altro», ha dichiarato a Fox News Todd Blanche, avvocato personale di Trump, chiamato a sostituire la procuratrice generale Pam Bondi, il cui licenziamento potrebbe innescare un’epurazione che riguarda altri dipartimenti, dal Commercio al Lavoro, e i vertici dell’intelligence. «Tutti i file sono stati pubblicati», ha aggiunto Blanche, dimenticando che ci sono circa tre milioni di documenti ancora secretati.
Queste parole hanno chiuso il cerchio di un licenziamento atteso da settimane, che ha messo in luce un grande paradosso americano: un presidente condannato per reati penali che caccia il capo della giustizia, per sostituirlo con il proprio avvocato difensore. In questo avvicendamento pesa lo scandalo Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 e vecchio amico di Trump. Blanche ha escluso che il siluramento di Bondi sia legato alla confusa gestione del caso da parte dell’ex ministra della Giustizia, incapace di bloccare la pubblicazione dei file. Blanche, avvocato e depositario dei segreti del tycoon, è una garanzia per Trump: è lo stesso che nei mesi scorsi, in un’intervista, aveva dichiarato come «non fosse un reato partecipare alle feste di Epstein», giustificando l’assenza totale di indagati mentre nel resto del mondo le procure si erano mosse.
Il tentativo di Blanche di insabbiare il caso, però, rischia di incepparsi subito: il 14 aprile Bondi dovrebbe testimoniare davanti alla commissione di Vigilanza della Camera. La repubblicana Nancy Mace ha confermato la richiesta: «L’abbiamo convocata come Bondi, non come ministro della Giustizia».
Intanto aumentano le indiscrezioni sulle epurazioni future: secondo Politico, sono a rischio il segretario al Commercio Howard Lutnick, il cui nome è apparso nei file Epstein, ma descritto da fonti del governo come isolato dal resto dell’amministrazione e poco gradito a Wall Street; e la responsabile del Lavoro, Lori Chavez-DeRemer, accusata di aver organizzato feste e viaggi lussuosi con lo staff a spese dei contribuenti.
Il Guardian sostiene che anche il capo dell’intelligence, Tulsi Gabbard, sia a rischio, mentre secondo The Atlantic Trump vuole cacciare il direttore dell’Fbi Kash Patel, sempre meno amato dai Maga per i suoi viaggi con la fidanzata a bordo di jet di stato. Nel mini rimpasto di governo, c’è invece qualcuno che ha aggiunto un altro incarico: il vicepresidente JD Vance. Per provare a galvanizzare la base, Trump lo ha nominato “zar delle frodi”. Vance, ha annunciato il presidente sui social, guiderà una task force incaricata di scovare truffe e corruzione negli Stati liberal, dalla California a New York, «dove politici democratici disonesti hanno avuto carta bianca nel rubare ai danni dei contribuenti».