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 2026  aprile 06 Lunedì calendario

La comunicazione di Vannacci

A Roberto Vannacci piace stupire. Il leader di Futuro nazionale, la creatura politica fondata dopo l’addio traumatico alla Lega, ha una strategia comunicativa che che fra uso di metafore, citazioni sibilline e frasi allusive sa catturare l’attenzione. Non deve stupire, quindi, se per spiegare il no dei suoi tre deputati alla fiducia chiesta dal governo sul decreto bollette il generale abbia chiamato in causa la trippa, neanche fosse un novello Totò.
Ecco la risposta a chi chiedeva chiarimenti: «La fiducia, non so se lei sia sposato, è come il credito che lei dà a sua moglie anche se le cucina un piatto che a lei non piace, per esempio la trippa: non è che se sua moglie le cucina la trippa lei divorzia da sua moglie, le dà comunque credito e fiducia. Poi si esprime in merito quando la trippa non la mangia e dice a sua moglie “la trippa non farmela più"».

Vannacci, autore del best seller «Il mondo al contrario» che lo ha reso famoso e gli ha aperto la strada per l’ingresso in politica, ama scagliarsi contro il politicamente corretto e ama le sortite controcorrente, come ha fatto pochi giorni fa su un tema sensibile come il rapporto con l’Islam:  «Io non mi voglio svegliare domani con una moltitudine di persone che pregano Allah in piazza del Duomo a Milano, non mi voglio svegliare domani con le scuole italiane che chiudono in occasione del Ramadan o con le moschee ricavate dentro le aule delle scuole».
La ricerca delle frasi ad effetto del parlamentare europeo consente di ritrovare, solo pochi mesi fa, un’uscita su Mussolini all’insegna del gioco di parole: «Mussolini è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di “statista” sul dizionario». 
Il tema fascismo è da sempre tra gli interessi principali del generale. Ecco un’altra affermazione che ha suscitato vibranti polemiche: «La marcia su Roma – ha detto nel novembre scorso  estrapolando una frase dello storico Francesco Perfetti – non fu un colpo di Stato ma “poco più di una manifestazione di piazza"».
Poi c’è il tema della razza e del colore della pelle (che fu al centro di uno scontro con Paola Egonu). Per rispondere ad una polemica con la vicepresidente della Toscana Mia Diop (nominata a soli 23 anni) che contestava la nomina alla Fenice di Beatrice Venezi, Vannacci sui social ha scritto: «Nel suo caso nessuna esperienza e nessun curriculum sono richiesti per ricoprire il delicato e prestigioso incarico conferitole. Sono sufficienti la sua tessera del partito (Pd) e la pelle nera».