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 2026  aprile 05 Domenica calendario

Nicola Colabianchi esclude le dimissioni dalla Fenice

Il coro di voci che venerdì sera per oltre un minuto ha urlato «Di-mis-sio-ni» al sovrintendente della Fenice, non ha scalfito la volontà di Nicola Colabianchi di continuare il suo mandato.
Nonostante spille e volantini contro di lui, distribuiti ormai a ogni serata, il sovrintendente non lascia, né si rimangia la decisione sulla nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale, contestata da mesi da Coro e Orchestra che non ritengono il suo profilo musicale all’altezza del ruolo assegnatole. «Le mie dimissioni sono escluse – ha detto —. La mia nomina alla guida della Fenice nasce da una visione chiara e condivisa: imprimere un cambiamento radicale e un nuovo dinamismo a una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Il lavoro svolto fin dal primo giorno del mio mandato segue esattamente questa direzione».
Venerdì sera, l’ultima ed ennesima protesta quando, poco prima dell’inizio del concerto diretto dal Maestro Michael Hofstetter, una voce dal pubblico ha gridato «Colabianchi dimettiti!» scatenando un boato di applausi e il coro con la richiesta di lasciare l’incarico. Dai palchi, piovevano i volantini distribuiti dal comitato Fenice Viva che sostiene le maestranze: «L’azione arrogante e autoritaria del sovrintendente sta compromettendo La Fenice. Continueremo a difendere il nostro Teatro. Chiediamo le dimissioni di Nicola Colabianchi».
Il sovrintendente ha bollato l’episodio come «una pagliacciata» parlando «di attacchi che eludono sistematicamente il merito della gestione e dell’indirizzo artistico per spostarsi sul piano della polemica politica o personale».
I sindacati non hanno intenzione di cedere: «La situazione è drammatica – ha detto Marco Trentin, violoncellista e segretario della Fials Cisal —. La contestazione sta diventando sempre più aspra, le istituzioni devono prenderne atto per evitare ulteriori danni all’istituzione».