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 2026  aprile 05 Domenica calendario

Nuove minacce di Trump all’Iran

«C’è una speciale provvidenza divina per gli sciocchi, gli ubriachi e gli Stati Uniti d’America». La famosa citazione di Otto von Bismarck è talmente bella che nessuno si è mai preso la briga di verificarla, forse perché continua a calzare a pennello: Trump aveva garantito quattro giorni fa che l’Iran era stato, testualmente, «smerdato» e le sue difese aeree erano inesistenti, ora però c’è un pilota americano di F-15 mancante all’appello (oltre al suo aereo abbattuto, e all’A-10 precipitato nei pressi di Hormuz senza danni per il pilota). Trump aveva promesso a ottobre la benzina sotto i due dollari al gallone e in California ha appena superato quota sei.
Un sondaggio Reuters/Ipsos diffuso ieri risulterebbe allarmante per un’amministrazione tradizionale: il 56% degli interpellati ritiene che la guerra in Iran avrà un impatto negativo sulle proprie finanze, l’86% per cento è «molto preoccupato» per il rischio di vittime tra i militari americani, il 52% pensa che la guerra renderà la regione più instabile e solo il 21% pensa che le cose miglioreranno. Così il presidente ha optato ieri per una strategia collaudata: la caciara. «Ricordate quando ho dato all’Iran dieci giorni per RAGGIUNGERE UN ACCORDO o APRIRE LO STRETTO DI HORMUZ. Il tempo sta per scadere: mancano 48 ore prima che l’inferno si abbatta su di loro. Gloria a DIO!», ha affermato in un post su Truth Social, con l’insolito riferimento finale a sfondo religioso forse in omaggio al sabato pasquale. Trattare e indicare che la diplomazia sta funzionando, ipotizzare di bombardare la Repubblica Islamica «fino a riportarla all’età della pietra»: tutto e il contrario di tutto, senza soluzione di continuità. Come bonus, un errore da matita blu («reign», regnare, invece di «rain», piovere: foneticamente i due verbi sono quasi identici) di quelli che (auspicabilmente) commette apposta per rassicurare il popolo sulle sue credenziali di anti-intellettuale.
Sempre su Truth ieri Trump ha pubblicizzato i dati sull’occupazione, almeno quelli positivi: «Non solo i numeri sui posti di lavoro usciti ieri sono OTTIMI, 178mila nuovi posti, ma il DEFICIT COMMERCIALE scende del 55% la discesa più forte della storia, GRAZIE, SIGNOR DAZIO! Tutto questo e, allo stesso tempo, l’eliminazione dell’Iran nucleare. MAGA!!!».
Sa benissimo che gli attacchi ai giornali e alla Nato hanno sempre un loro pubblico di aficionados – ieri la fedele Fox News parlava di tutto tranne che dei caccia abbattuti in Iran – e ecco così sempre su Truth un filotto, due bersagli con un colpo solo, gli (ex?) alleati europei e il New York Times che aveva sbagliato la dicitura della sigla Nato in un titolo: «Il New York Times, ormai in declino, la cui mancanza di credibilità e i cui continui attacchi con fake news contro il vostro presidente preferito, IO, hanno causato un crollo vertiginoso delle tirature, ha definito la nostra partner gravemente indebolita ed estremamente inaffidabile, la NATO, come Organizzazione del Trattato Nordamericano. Il nome corretto è Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico: un errore davvero interessante! Gli standard di assunzione e di formazione sono notevolmente peggiorati..».
E poi, in serata, un altro attacco a una tv “nemica”, la Abc, un estemporaneo contentino alla base anti-immigrati ripetendo che «Se importi il Terzo Mondo diventi il Terzo Mondo! E NON SUCCEDERA’ AGLI USA FINCHÈ SARO’ PRESIDENTE», e un altro video di bombe che cadono sull’Iran: «Molti leader militari iraniani vengono eliminati, con molto altro, in questo massiccio attacco su Teheran». Nella notte italiana, una voce partita dai social sosteneva che Trump fosse stato portato all’ospedale militare Walter Reed: è stata subito smentita ufficialmente dalla Casa Bianca. All’ospedale non è stato visto l’elicottero presidenziale, e il marine che fa la guardia fuori dallo studio ovale, in giardino, quando il presidente è al lavoro, era al suo posto.