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 2026  aprile 04 Sabato calendario

Ex Ilva, si accelera sulla vendita

Il governo stringe i tempi per la vendita dell’ex Ilva ma i sindacati alzano la voce ritenendo la nazionalizzazione l’unica soluzione possibile per tutelare occupazione e salute. Al termine del Consiglio dei ministri di ieri si è tenuto un incontro tra esponenti di governo che ha fatto il punto sulla vendita dell’acciaieria. Alla riunione, coordinata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, hanno preso parte i ministri Tommaso Foti (Affari Europei, Pnrr e Coesione), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza energetica), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Giancarlo Giorgetti (Economia). Urso vuole chiudere la vendita entro fine aprile e al momento l’offerta meno lacunosa delle due presentate sarebbe quella degli indiani di Jindal (l’altra è del fondo americano Flacks).
La riunione a Palazzo Chigi si è tenuta a distanza di poche ore dal confronto avvenuto con i rappresentanti degli enti locali di Puglia e Liguria, durante il quale il governo ha ribadito l’impegno a bilanciare le esigenze di rilancio industriale con la tutela ambientale e la sicurezza dei lavoratori. Rassicurazioni che non bastano ai sindacati: «Le indiscrezioni e le dichiarazioni del ministro Urso, nella completa assenza di confronto con i lavoratori, confermerebbero la volontà di cedere l’ex Ilva in assenza di garanzie industriali, ambientali e occupazionali», ha sottolineato in una nota Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil. «L’ex Ilva non è un problema di cui disfarsi per ragioni politiche ma un banco di prova per il Paese. La presidente del Consiglio riconosca il percorso che abbiamo avanzato: intervento diretto dello Stato nella gestione della transizione, non ci sono alternative».