Corriere della Sera, 4 aprile 2026
Il bilancio dei danni del maltempo in Molise e Sicilia
«È andato via ieri mattina, (giovedì per chi legge, ndr), io ancora dormivo e non ho potuto neppure salutarlo». Lo racconta tra le lacrime Vanessa Racanati, moglie di Domenico, scomparso con la sua auto nel crollo del ponte sul fiume Trigno, al confine tra Molise e Abruzzo sulla statale 16 Adriatica. «Doveva raggiungere Ortona per avviare una piccola attività di pesca: un progetto concreto, aveva le reti già caricate in auto. Lo so che i miracoli accadono, ma abbiamo paura». I vigili del fuoco ieri hanno individuato la targa e un pezzo del paraurti dell’auto del 53enne pugliese di Bisceglie sotto un troncone del ponte che ha ceduto. Sommozzatori e soccorritori fluviali lavorano nelle ricerche sul fiume anche con i sonar, mentre la Capitaneria di porto di Termoli monitora la foce con una motovedetta, nella possibilità che la corrente possa aver trascinato l’auto in mare. «Temo il peggio», ha concluso la donna, che è restata a casa con le due figlie di 22 e 16 anni.
L’Anas in un comunicato ha precisato che il tratto della statale 16 che comprende il ponte era stato chiuso al traffico già dalle 19 della sera precedente per un tratto complessivo di 7,2 chilometri: dalla rotonda di Petacciato Marina (Campobasso) e quella di San Salvo Marina (Chieti). «Il provvedimento, deciso in sede di comitato presso la Prefettura di Campobasso con la partecipazione degli enti competenti, è stato attuato mediante installazione di barriere fisiche e segnaletiche di interdizione, con indicazione dei percorsi alternativi», dice una nota pubblicata sul sito Facebook dell’Anas. «Dalle verifiche effettuate, anche attraverso l’analisi dei filmati disponibili, risulta il transito non autorizzato di due veicoli all’interno dell’area interdetta in violazione al divieto di circolazione vigente». Racanati e un’altra auto – le persone a bordo di quest’ultima si sono salvate dal crollo – sono riusciti quindi a percorrere una parte della statale 16 anche se il tratto era stato chiuso e interdetto al traffico.
«Questo tratto era stato bloccato con i new jersey perché in tutta quest’area era esondato il fiume, il divieto era perciò relativo all’esondazione», ha dichiarato, intervenuta sul posto del crollo, Elvira Antonelli, procuratrice di Larino. «Rispetto al ponte non si immaginavano rischi, non c’era nessun fatto che potesse far pensare a un crollo. Evidentemente la piena del Trigno ha fatto la sua parte. Quando queste due auto sono passate da queste parti, tramite i navigatori satellitari hanno trovato vie alternative che le hanno riportate sul tratto di strada chiusa e si sono trovate ad attraversare il ponte proprio nel momento del crollo».
Non era quindi difficile trovare percorsi alternativi percorribili in auto bypassando il blocco, forse su strade secondarie che non erano probabilmente state adeguatamente interdette. Fonti della Procura di Larino al Corriere della Sera hanno riferito che sono in corso verifiche su queste ipotesi. La Procura aveva già aperto un fascicolo per crollo colposo, al momento senza indagati. Testimoni, però, riportano che diverse auto sarebbero transitate nel tratto chiuso. Altre, tra le quali anche mezzi pesanti, sarebbero state respinte dal personale. Tra gli accertamenti anche le modalità di interdizione del tratto e l’effettiva presenza di presidi di controllo, oltre alla gestione delle barriere che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbero consentito il passaggio su una corsia.
Nel fine settimana il tempo migliorerà, intanto si contano i danni e si controllano le frane innescate dalle piogge torrenziali. Oggi Abruzzo, Molise e Basilicata restano in allerta arancione, gialla in parti di Puglia e Campania. Nel Messinese un centinaio di persone in un campeggio nei boschi sono state recuperate dopo essere rimaste bloccate dall’esondazione di un fiume. A Sutera (Caltanissetta) un quartiere è a rischio smottamento e sono già state disposte evacuazioni precauzionali. In Puglia Roseto Valfortore è isolata per il crollo di una strada, così come in Abruzzo una frazione di Montorio al Vomano. A Termoli le persone evacuate sono tornate nelle loro case.