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 2026  aprile 04 Sabato calendario

Missione di Meloni nel Golfo. Prorogato il taglio delle accise

Il Consiglio dei ministri, alle 9, per approvare il decreto che proroga fino al primo maggio il taglio delle accise sui carburanti e ripristina i fondi per gli incentivi di Transizione 5.0 alle imprese. Poi la premier, Giorgia Meloni, ieri è subito volata a Gedda, in Arabia Saudita, per una missione lampo che la vedrà impegnata anche negli Emirati Arabi e in Qatar, con l’obiettivo di mettere in sicurezza e se possibile migliorare gli approvvigionamenti energetici.
I dati
Il tutto mentre la congiuntura peggiora, con la Banca d’Italia che avverte: se la guerra dovesse durare (scenario avverso), la nostra economia si fermerebbe quest’anno e finirebbe in recessione nel 2027 (-0,6%). E l’inflazione, continua la banca centrale, schizzerebbe nel 2026 al 4,5% contro il 2,9% previsto nello scenario base.
Questo per il futuro mentre l’Istat, ieri, ha confermato la stima del deficit 2025 al 3,1% del Pil, un livello che non consentirebbe all’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione Ue. Rischiano così di azzerarsi quei margini di manovra sui quali l’esecutivo contava anche per continuare a finanziare i costosi sostegni a famiglie e imprese. La crescita del Pil che, nella migliore delle ipotesi, sarà quest’anno di un misero 0,5% (scenario base di Bankitalia), con il rischio che aumenti ancora la pressione fiscale che, sempre l’Istat, ha certificato al 43,1% del Pil nel 2025, il massimo dal 2014.
L’Europa
In questa cornice il governo è alle prese con la messa a punto del Documento di finanza pubblica sperando che da Bruxelles arrivi la disponibilità a concedere deroghe alle regole del patto di Stabilità vista la grave crisi in corso. Ma dalla Ue, per il momento, arriva un no, perché non c’è ancora «una grave recessione», fa sapere la Commissione, anche se il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, dice al Financial Times che bisogna prepararsi a uno choc energetico duraturo e, se sarà necessario, a un eventuale razionamento dei carburanti.
«Il governo – ha scritto ieri Meloni dopo il Consiglio dei ministri – è intervenuto con un nuovo decreto per prorogare la riduzione delle accise sui carburanti, ampliando la misura con un intervento mirato a sostegno degli agricoltori e delle imprese esportatrici. Il governo continuerà a lavorare su ogni intervento necessario a proteggere famiglie, imprese e lavoro». Lo sconto sul prezzo alla pompa di benzina e diesel sarà ancora di circa 25 centesimi al litro per tutto questo mese; sono previsti inoltre un credito d’imposta per le imprese agricole e finanziamenti agevolati per le aziende che esportano. Il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha detto che solo la proroga del taglio delle accise costa altri 500 milioni (dopo i 417 milioni già stanziati col decreto del 18 marzo): 200 milioni verranno coperti con il maggior gettito Iva sugli stessi carburanti e 300 con «risorse Ets e CO2 che non erano state ancora utilizzate».
Le reazioni
Se alcune categorie, come gli agricoltori, sono soddisfatte, altre restano sul piede di guerra, come gli autotrasportatori, non solo merci ma anche passeggeri. «Il taglio temporaneo delle accise ha un impatto nullo per le imprese del settore che utilizzano gasolio commerciale soggetto ad accisa ridotta. Urgono correttivi adeguati e ad hoc», dicono Anav, Asstra ed Agens.
I consumatori, con il Codacons, sostengono che «l’effetto dello sconto sulle accise è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa». Per il responsabile economia del Pd, Antonio Misiani, il decreto «è l’ennesimo intervento tampone di un governo che si limita a galleggiare». Angelo Bonelli (Avs) sposta invece l’attenzione su un’altra grana: «L’Arera ha disapplicato l’articolo 9 del decreto Bollette (taglio degli oneri sociali per le aziende energivore, ndr) perché configurerebbe un aiuto di Stato non notificato alla Commissione Ue. È una figuraccia, con imprese e cittadini lasciati senza le misure promesse».