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 2026  aprile 03 Venerdì calendario

Dal lago Neuchâtel in Svizzera riemerge un tesoro romano

«Un ritrovamento unico». Così gli archeologi hanno definito il carico romano rimerso dalle acque del lago di Neuchâtel, in Svizzera, dopo circa duemila anni. Oltre 600 oggetti tra piatti, ciotole, coppe in ceramica, armi e utensili, appartenenti a una nave romana e eccezionalmente conservati grazie ai sedimenti che li avevano protetti fino al loro recupero. Dalle prime valutazioni, gli studiosi ritengono che il carico – composto in gran parte da ceramiche nuove e mai utilizzate – fosse destinato alla vendita o al rifornimento di una legione romana, probabilmente diretta verso il Reno.
Il rinvenimento del sito risale al 2024, quando l’ingegnere Fabien Droz ha individuato tramite un drone delle anomalie sul fondale del più grande lago svizzero. Successive immersioni condotte dall’archeologo subacqueo Fabien Langenegger e dal fondatore della fondazione Octopus, Julien Pfyffer, hanno confermato la presenza del sito e permesso una prima valutazione. Le analisi condotte su un frammento ligneo collocano il relitto tra il 50 a.C. e il 50 d.C., agli albori dell’Impero romano. Oltre alle ceramiche, sono stati rinvenuti frammenti di anfore per olio o vino, ruote di carri in legno e metallo, strumenti e una spada romana. 
Il recupero si è svolto in più fasi tra il 2025 e il 2026, con il coinvolgimento di un team di 13 esperti. Per evitare saccheggi, il sito – che si estende su un’area di circa 60 per 25 metri – è stato mantenuto segreto e monitorato con un sistema di sorveglianza subacquea. A guidare i lavori è stata la società Octopus Foundation in collaborazione con le autorità archeologiche cantonali di Neuchâtel e del Canton Friburgo. 
Adesso i reperti recuperati saranno sottoposti a studi e interventi conservativi prima di essere esposti al pubblico presso il Laténium Archaeology Museum.