lastampa.it, 3 aprile 2026
Torino, un prete teneva in canonica serpenti e droga
Una comunità smarrita, un paese che ha perso all’improvviso una delle sue figure di riferimento. Da qualche giorno c’è un clima surreale a Bosconero, centro di tremila anime in Canavese, rimasto senza parroco. Don Mario Viano, 39 anni compiuti da poco, sarebbe stato sospeso dalla diocesi: è indagato dalla procura di Ivrea. Una perquisizione dei carabinieri forestali nei locali della parrocchia ha portato alla luce una serie di presunte irregolarità nella gestione di alcuni animali e ha permesso di recuperare, in canonica, 200 grammi di marijuana.
Chi è
Originario di Rivalta, don Mario da anni non è solo parroco di Bosconero, ma anche abate dell’abbazia di Fruttuaria nella vicina San Benigno. In questi due paesini, circondati dalle montagne, non c’è persona che non lo conosca. Tutti sapevano anche dalla sua passione per i gatti: nei locali della parrocchia ne sarebbero stati trovati una ventina, molti dei quali delle preziose razze «Maine Coon» e «Ragdoll». Gli inquirenti sospettano che, senza autorizzazione, il sacerdote li vendesse. Ma al momento restano solo ipotesi. Ci sarebbe anche dell’altro, molto più inquietante: durante la perquisizioni (avvenute prima in una cascina alle porte di Ozegna, il paese dove era stato parroco per qualche tempo, quindi nella canonica di Bosconero) avrebbero trovato anche dei serpenti. Le indagini sono in corso, così come sulla marijuana, per cercare di chiarirne l’uso e la provenienza. La procura di Ivrea mantiene uno stretto riserbo: nei confronti del sacerdote non sono state adottate misure restrittive. Ma intanto la diocesi eporediese, che per ora non commenta la vicenda, avrebbe deciso di allontanare il don dalla parrocchia.
Una comunità attonita
A Bosconero di don Mario non c’è traccia. E la comunità, che si è appresta a celebrare la Pasqua senza il suo don, è smarrita. «La comunicazione ufficiale è che don Mario è malato da due settimane» spiega una perpetua, mantenendo lo sguardo basso, all’interno della chiesa di San Giovanni Battista. Ma le macchine dei carabinieri le hanno viste tutti arrivare. E si sono fatti domande. «Ci hanno detto che don Mario è stato sospeso dal vescovo ma non il perché», taglia corto la perpetua. Nessuno vuole parlare di questa storia. Nemmeno le tre signore sedute sulle panchine al sole fuori dalla parrocchia. «Si dicono tante cose, tipo che avesse della droga in canonica, ma io non credo a niente» è l’unico commento di una di loro. L’amica accanto, in dialetto, aggiunge: «È un bravo ragazzo».
La parrocchia
Tutto è a distanza di pochi passi. Il municipio, la tabaccheria, il bar Aurora che il giovedì pomeriggio ha le serrande abbassate. E poi la posta, la pizzeria, il campetto da basket. Le voci, in questo angolo di Piemonte, girano in fretta. «Io ho sentito dire che fumasse marijuana» dice un’anziana che cammina di fretta, con in mano le buste della spesa. «Dicono che si drogasse, ma io non ci credo» aggiunge un ragazzino spingendo la bicicletta. Voci, la verità la accerteranno solo le indagini. Un amico del ragazzino racconta di aver fatto catechismo con don Mario: «Ci parlava dei gatti, aveva detto che ne aveva tanti, ma amava anche i pappagalli. Aveva in cortile una piscina verde stagnante con le galline, c’era un odore tremendo d’estate». In tanti ricordano anche quando, in occasione della festa Sant’Antonio, protettore degli animali e del mondo contadino, sfilò con un gatto sulle spalle. «Non può aver maltrattato i gatti, li amava troppo – sentenziano al bar – Ora è sparito e ci manca, non lo vediamo da settimane». Così a San Benigno. «Dov’è don Mario? È stato male...».