lastampa.it, 3 aprile 2026
Usa, la Gen Z si riscopre cattolica: boom di conversioni
Il cattolicesimo sta attraendo sempre più giovani della Generazione Z. La Chiesa cattolica, che per la prima volta nella storia ha un Papa Usa, attira sempre più i 20-30enni nella loro ricerca di verità e bellezza. Una ricerca del Pew Research Center rileva che i cattolici negli Stati Uniti sono 53 milioni, 8 dei quali convertiti da altre fedi. Il caso più eclatante è quello del vicepresidente JD Vance, convertito al cattolicesimo in età adulta. Con qualche inciampo, come quello di pubblicare sulla copertina del suo libro Comunione, ritrovare la mia via per la fede la foto di una chiesa metodista invece di una cattolica. Segno di quanta strada c’è ancora da fare per avvicinare davvero Roma a Washington. «Il pendolo sta oscillando, la Gen Z sta tornando a Dio», racconta il Washington Post.
Pasqua record
Una vigilia di Pasqua particolare per il mondo cattolico degli Stati Uniti. Come da tradizione il sabato di Pasqua verrà battezzato chi ha deciso di convertirsi. E quest’anno, riferisce il quotidiano dei vescovi Avvenire, si sta verificando un record di conversioni mai occorso negli ultimi anni. L’arcidiocesi di Detroit accoglierà infatti 1.428 nuovi cattolici: è il numero più alto degli ultimi 15 anni. L’arcidiocesi di Galveston-Houston registra un aumento del 51 per cento rispetto allo scorso anno: da 265 a 400. «Ringraziamo lo Spirito Santo», si limita commentare il cardinale di Washington Robert McElroy. La sua diocesi è passata da 1.566 a 1.755 fedeli. «Nella nostra epoca di grande incertezza e di ansia la fede dà sete e fame di Dio e di stabilità», dice l’arcivescovo di St. Louis, Mitchell Thomas Rozanski. «La tecnologia ci ha isolati – aggiunge – e il Covid ha aumentato questo isolamento». Molti fra i nuovi fedeli, rivelano i sondaggi, hanno fra i 18 e i 35 anni, la generazione più esposta a isolamento e depressione. Una crisi che ha portato dapprima a un calo delle vocazioni e più di recente a un aumento sorprendente. La popolazione cattolica negli USA sta subendo una profonda trasformazione demografica, diventando sempre più ispanica. Circa il 43% dei cattolici statunitensi sono latini e rappresentano il 60% dei minori di 18 anni, definendo un vero “momento ispanico” che rinnova la Chiesa, specialmente nel Sud e Ovest.
Boom di fedeli
In generale e analizzando tutte le fasce d’età il cattolicesimo negli Usa mostra una complessa dinamica: a fronte di un lento calo percentuale della popolazione cattolica complessiva (dal 24% nel 2007 al 20-22% attuale), si registra una crescita locale di convertiti, specialmente tra i giovani adulti, e una forte tenuta demografica garantita dalla comunità ispanica. Le conversioni sono in aumento in alcune diocesi. A Newark, alle porte di New York, i battesimi quest’anno saranno a Pasqua 1.701. Nel 2010 erano stati solo 1.000. Padre Maurizio Maifredi, sacerdote scalabriniano di Washington, parlando a Tv 2000, ha detto: «C’è un desiderio sincero di avvicinarsi di più alla Chiesa cattolica e credo che questo venga anche dallo stimolo portato da papa Leone XIV perché il suo messaggio è un messaggio evangelico di pace, di solidarietà e di valori veri. Nella nostra parrocchia – continua padre Maifredi – abbiamo notato molti giovani che vengono da altre esperienze di fede per unirsi alla Chiesa cattolica e apprezzano un messaggio di speranza e di una fede viva. Non una fede solo di circostanze o di abitudini, ma una fede attualizzata di fronte a quello che stiamo vivendo. Il messaggio della Chiesa è il messaggio anche del nostro arcivescovo e cardinale Robert Mack Roy, che risuona proprio in sintonia con il messaggio di Papa Leone. È un messaggio che va nella direzione proprio del Vangelo, perché è facile confondere la fede con una posizione di forza e a volte di prestigio in simbiosi con un sistema sociale e politico. La fede deve invece appoggiare ogni opera buona quindi il discorso del Papa è a favore dei valori di solidarietà e di dialogo. La guerra – conclude padre Maifredi – è solo la risposta disperata e tragica di un’umanità che ha perso la fiducia nel dialogo».