La Stampa, 3 aprile 2026
Scambio d’identità, turista francese agli arresti per 4 mesi
Giulia Mietta
Genova
Una piccola vacanza a Genova si è trasformata in un incubo kafkiano per un cittadino francese. Arrestato mentre era nella sua stanza d’albergo nel centro città, prelevato dalla polizia davanti allo sguardo attonito degli amici e senza sapere neppure il perché, ha passato un mese in carcere e tre mesi ai domiciliari, accusato di essere un narcotrafficante. Ma il turista, 42 anni, scenografo e musicista, non aveva niente a che fare con il traffico di stupefacenti di cui lo accusa, tuttora, la polizia tunisina. Ieri, finalmente, è stato scarcerato. Dalla procura francese, però. La brutta e intricata avventura per il 42enne è iniziata a fine dicembre a partire da un “alert alloggiati” dell’Interpol e scattato nell’hotel dove il turista era ospitato.
A chiedere l’arresto era stata, appunto, la polizia tunisina secondo la quale il 42enne, in passato, aveva spedito un pacco di droga dal porto di Marsiglia a quello di Tunisi. A incastrarlo un documento di identità registrato al centro di spedizioni. Documento, fotocopiato, che al francese era stato rubato tempo addietro ed evidentemente utilizzato per l’attività illecita dei veri trafficanti di droga. «Il problema è che i procedimenti con estradizione sono molto complicati, si viene arrestati e spesso non se ne conosce il motivo – spiega l’avvocato dell’uomo a Genova, Francesco Del Deo – il mio assistito, tuttavia, sulla base dell’informativa dell’Interpol ha capito quale poteva essere il problema e ha subito raccontato del documento rubato». La Corte d’Appello di Genova ha convalidato la richiesta d’arresto chiesta dalla Tunisia ma poi ha trasmesso gli atti alla Francia, dove era stato spiccato un mandato d’arresto europeo. Questo passaggio è durato quattro mesi.
I magistrati d’Oltralpe, un solo giorno dopo aver ricevuto l’istanza, hanno deciso di scarcerare il 42enne. «Che nel frattempo ha trascorso un mese in cella e pagato tre mesi di affitto a Genova per poter accedere agli arresti domiciliari, una persona meno abbiente o senza il sostegno della famiglia non avrebbe potuto», nota l’avvocato, supportato in Francia dalla collega Marie Cornaguer. Il loro compito, adesso, è capire cosa stia accadendo in Tunisia. Perché è vero che il procedimento in Francia sembra andare verso la conclusione senza che la fedina penale del teatrante venga intaccata, ma nel Paese nordafricano l’inchiesta è ancora aperta e a oggi non si conoscono gli elementi di indagine in mano alla polizia, mai arrivati ai magistrati genovesi. Il 42enne, un domani, potrebbe nuovamente essere arrestato in una stanza di albergo sulla base di un nuovo alert emesso dalla Tunisia e dover affrontare nuovamente il rischio di estradizione. Per questo, al momento, è prematuro parlare di eventuali risarcimenti per l’ingiusta detenzione.