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 2026  aprile 03 Venerdì calendario

Giochi Preziosi chiude i negozi

Prima si sono abbassate un po’ in sordina le saracinesche di Hamleys, quella della Galleria Alberto Sordi a Roma, della Galleria Vittorio Emanuele a Milano e dell’Orio Center a Bergamo. Poi quelle della Giocheria e quindi anche dei punti vendita Giochi Preziosi. Più o meno tutte con la stesse modalità: una comunicazione ai commessi pochi giorni prima, un avviso senza troppi fronzoli. Sui timori di una chiusura imminente dei circa 30 punti vendita di tutto il Gruppo Giochi Preziosi, una galassia di marchi di giocattoli, e il ben servito ai 300 tra lavoratori e lavoratrici, Filcams Cgil con Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione. «La crisi non può essere scaricata tutta sui dipendenti – afferma Danilo D’Agostino, di Filcams Milano – valutiamo tutte le iniziative, anche lo sciopero».
La crisi di Giochi Preziosi
Le difficoltà per l’azienda di giocattoli partono da lontano e si manifestano a fine 2025, quando l’azienda attiva la composizione negoziata. A inizio anno si è passati al concordato preventivo ma intanto i negozi hanno iniziato a chiudere, «da un giorno all’altro», chiosa D’Agostino. «I lavoratori Hamleys hanno ottenuto la cassa integrazione per cessazione di attività – spiega – ma per i dipendenti degli altri punti vendita non abbiamo trovato un accordo».
Nei mesi scorsi si era parlato dell’interessamento di altri gruppi ma per ora non ci sono novità. I sindacati, allarmati dalla prospettiva di ulteriori chiusure, chiedono la presentazione di un piano di ristrutturazione che formalizzi l’impegno della proprietà a uscire dalla crisi. E si rivolgono al Mimit per sbloccare l’impasse. «Auspichiamo – conclude D’Agostino – che al ministero interessi ragionare sulla Cigs e garantire la continuità lavorativa, in ottica anche di una cessione delle attività per il rilancio».
L’annuncio dei sindacati
Intanto le tre sigle sindacali hanno chiesto l’apertura urgente di un tavolo presso il ministero, dichiarando lo stato di agitazione nazionale. “Non siamo di fronte a episodi isolati – scrivono nel comunicato congiunto, e il riferimento è ai punti vendita già chiusi come quelli di Hamleys, di Giocheria in corso San Gottardo e Giochi Preziosi in Corso Buenos Aires a Milano, ancora di Giocheria a Castelnuovo del Garda – ma a una crisi che investe un intero gruppo. Serve un confronto concreto e complessivo, perché non è accettabile che un’azienda come Giochi Preziosi, con centinaia di addetti coinvolti, proceda senza un disegno chiaro, mentre posti di lavoro e salari restano sospesi”.