Corriere della Sera, 3 aprile 2026
Contratti pirata, Confcommercio e Confindustria si sfilano ancora
«Ci rincresce dover comunicare che per la contemporanea presenza nella convocazione di Associazioni firmatarie di Ccnl (contratti collettivi nazionali, ndr) in dumping al nostro contratto nazionale, ci è impossibile prevedere la nostra presenza». Dopo il forfait del 17 marzo al ministero delle Imprese, un nuovo caso potrebbe scoppiare il prossimo 9 aprile al tavolo (virtuale) del ministero del Lavoro convocato per condividere i dati del click-day del 9 febbraio per il lavoro stagionale. Associazioni come Fipe Confcommercio, Federturismo Confindustria, Assoturismo Confesercenti e Federalberghi all’invito del ministero di via Veneto hanno minacciato di non presentarsi nel caso in cui venissero chiamate anche quelle sigle meno rappresentative che applicano contratti pirata, fenomeno particolarmente diffuso proprio nel turismo. È l’ennesimo atto della battaglia contro il dumping che vede da una parte le organizzazioni più grandi firmatarie dei contratti più applicati e dall’altra sigle minori che applicano ai loro lavoratori – circa 160 mila in tutta Italia, secondo l’ultimo rapporto di Confcommercio – contratti con meno diritti e tutele. «Non possiamo sederci allo stesso tavolo con chi non rispetta i contratti collettivi minimi legali e non rappresenta il settore: non possiamo consentire che vengano legittimati».