Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 03 Venerdì calendario

Appartamenti per anime morte

Quest’anno, in Cina, la Festa di Qingming assume un tono diverso, più cupo. Tradizionalmente, è uno dei momenti più sentiti dell’anno: ogni quarto o quinto giorno del mese di aprile (15 giorni dopo l’equinozio di primavera), milioni di cinesi si mettono in viaggio per raggiungere le tombe dei propri cari e rendere omaggio agli antenati, offrendo incenso e bruciando finte banconote di carta. Un rito che unisce memoria familiare e continuità culturale.
NEL 2026, PERÒ, questa ricorrenza si scontra con una realtà resa più dura dalla stretta imposta del Partito comunista cinese. Il governo centrale ha scelto proprio la vigilia della Festa di Qingming per sferrare il colpo decisivo ai guhui fang, gli appartamenti per le ceneri. Con una legge entrata in vigore il 30 marzo scorso, Pechino ha imposto il divieto di onorare i propri defunti all’interno degli appartamenti che, per effetto della bolla immobiliare, sono rimasti vuoti. Negli ultimi anni, infatti, lo spazio abitativo è stato convertito in un santuario privato, un luogo di culto che garantisce quella solennità che i cimiteri pubblici, sovraffollati e costosi, non possono più offrire.
Così, il gesto intimo della commemorazione si è trasferito nelle mura delle case inabitate, riconoscibili all’esterno dalle tende chiuse o dalle finestre sigillate.
LA TRASFORMAZIONE di appartamenti privati in santuari domestici riflette l’accelerazione dell’urbanizzazione e la persistente crisi demografica del paese. Nel 2025, la Cina ha registrato 11,3 milioni di decessi, a fronte di appena 7,9 milioni di nascite, mettendo sotto pressione il sistema cimiteriale urbano. Basta osservare quanto accade nelle città di prima e seconda fascia, dove lo squilibrio tra l’impennata della domanda e la scarsità dei lotti funerari ha fatto lievitare i prezzi delle concessioni. I listini del prestigioso cimitero Changping Tianshou di Pechino offrono un’idea dei costi elevati del settore: si va dai 10.000 yuan (circa 1.300 euro) per le opzioni più economiche, rigorosamente riservate alle «sepolture ecologiche», fino a vette di 200.000 yuan (circa 25.000 euro) per i lotti standard. Tuttavia, per chi non intende rinunciare all’inumazione, i costi lievitano drasticamente: una sepoltura con lapide classica parte da una base di 150.000 yuan (circa 19.500 euro) per arrivare a sfiorare i 300.000 yuan (oltre 39.000 euro). A questi costi si devono aggiungere quelli del rito funebre, che sono estremamente elevati. Nel 2020, secondo un’indagine della compagnia assicurativa britannica SunLife, le funzioni sono costate quasi la metà dello stipendio medio annuo di un cinese.
COMPRARE un piccolo immobile nelle periferie urbane o nelle “citta fantasma”, duramente colpite dalla crisi immobiliare, è stata quindi una strategia di lungimiranza economica per migliaia di cinesi. Per decenni, l’acquisto di una casa in Cina è stato considerato il metodo di risparmio e investimento più solido.
Ma con il crollo del mercato immobiliare – con prezzi in calo del 40% tra il 2021 e il 2025 – molte famiglie hanno scelto di riconvertire appartamenti vuoti in spazi dedicati al culto funerario. Una scelta che risponde anche a ragioni normative. Per gli immobili residenziali, i diritti d’uso concessi dallo Stato possono arrivare fino a 70 anni, mentre per le tombe i contratti di locazione sono più brevi, generalmente limitati a circa 20 anni. E anche se nel paese si registra un calo di fiducia nel futuro economico, le famiglie continuano a considerare questi appartamenti come beni potenzialmente rivendibili, nella speranza che il loro valore possa aumentare nel tempo. Diversi giuristi però mettono in guardia sui rischi legali: trasformare una proprietà da «residenziale» a «funeraria» costituisce un cambio di destinazione d’uso dell’immobile in contrasto con le normative statali, esponendo i proprietari a richieste di risarcimento dai vicini e al ripristino dell’uso originario. Eppure, tra i giovani affittuari, la tolleranza è alta: avere vicini di casa defunti abbassa i canoni d’affitto degli appartamenti nell’edificio, permettendo un risparmio notevole a fronte di un aumento dei costi di locazioni nelle grandi città.
QUESTO SCENARIO è il risultato diretto di un settore ormai fuori controllo, drogato da prezzi folli e da una gestione privata che si muove in zone d’ombra. Nel paese, infatti, i cimiteri si distinguono tra gestione pubblica e privata: i primi sono riservati alla registrazione anagrafica e offrono sepolture solo ai residenti, senza possibilità di vendita a terzi, mentre quelli a gestione privata hanno una clientela più ampia e servizi offerti a prezzi variabili.
Per frenare la speculazione dei privati nel settore, il Pcc ha ora deciso di intervenire modificando la legislazione vigente. Attraverso la nuova norma, pubblicata dall’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato e dal ministero degli Affari civili, le autorità cinesi obbligano tutti gli operatori del settore funerario a indicare chiaramente i prezzi dei servizi, fornire numeri di telefono per la supervisione e la gestione dei reclami, adottare contratti standardizzati e rendere le tariffe accessibili online.
AL CONTEMPO, il governo centrale sta spingendo con forza verso funzioni a basso impatto ambientale, come le sepolture ecologiche che prevedono la pratica di spargere le ceneri di una persona cara in mare. A guidare questa tendenza sono le grandi città come Shanghai, che hanno iniziato a sovvenzionare le sepolture ecologiche. Ma anche se la nuova legge impedirà alle aziende e agli agenti immobiliari di vendere apertamente appartamenti destinati a conservare le urne, il fenomeno sembra destinato a non esaurirsi. Per molte famiglie, ricordare i propri cari tra le mura di un appartamento vuoto resta l’unica alternativa accessibile ai costi proibitivi del sistema cimiteriale e comunque discreta agli occhi del Partito.