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 2026  aprile 02 Giovedì calendario

Dati sugli italiani e lo sport

Sarà stato l’effetto traino dei grandi campioni italiani che sempre più appassionano e ispirano, dal tennis allo sci. O chissà invece che sia al dunque arrivato il messaggio salutista che il movimento è anche cura. Chissà. Fatto è che gli italiani che praticano sport in maniera continuativa hanno raggiunto la quota più alta di sempre: 16,4 milioni di persone, nel 2024, il 28,6% della popolazione. Una crescita dello 0,3% rispetto all’anno precedente sì, ma tanto basta per segnare un record che sa di tendenza. Ad allargare lo sguardo, sono 38,1 milioni gli italiani attivi, conteggiando anche chi pratica in forma saltuaria o ha svolto attività come camminate e passeggiate in bici. A rilevarlo, il Rapporto Sport 2025, nato dalla collaborazione tra Istituto per il Credito sportivo e culturale e Sport e Salute.
E c’è anche un primo dato economico da segnalare: lo sport, nel 2023, ha generato 32 miliardi di euro di valore aggiunto, in crescita del 30,1% sul 2022. Un incremento che ha interessato tutte le componenti del settore. L’occupazione è cresciuta del 2%. «Lo sport non è un costo, è economia reale. Vale l’1,5% del Pil e sviluppa oltre 32 miliardi di euro di valore aggiunto e più di 433mila posti di lavoro. Ma soprattutto è salute, prevenzione e coesione. In Italia ci sono 38 milioni di italiani attivi, la sedentarietà è ai minimi storici, al 33,2%», sottolinea Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute.
LO SCENARIO
Sono 78mila gli impianti sportivi censiti, a cui fanno riferimento 144mila spazi di attività, per una media nazionale di 1,38 impianti e di 2,54 spazi per mille abitanti. Sono cresciuti del 7,8% i playground (sul 2020),
confermando il ruolo centrale spiega il report nelle politiche di promozione della pratica sportiva, di inclusione sociale e di rigenerazione urbana.
«Insieme al Governo spiega Nepi Molineris stiamo investendo nelle infrastrutture e nei territori: più palestre scolastiche, più impianti, progetti come Sport Illumina con 85 nuovi playground aperti e gratuiti entro il 2026. E a questo si aggiungeranno i Crediti sociali sportivi, uno strumento che produce benessere, salute, coesione e capitale sociale. In pratica, quando si costruisce o riqualifica un impianto, si può misurare il suo impatto sociale e quell’impatto si traduce in crediti vendibili. E quel valore servirà a finanziare altri impianti. L’obiettivo aggiunge l’ad di Sport e Salute è rendere lo sport accessibile a tutti, ovunque. Dobbiamo contrastare con forza il drop-out giovanile: ogni volta che un ragazzo smette di muoversi non è solo un campo che si svuota, è un futuro che si ferma».
A guardare gli investimenti, ricostruisce il report, il 2024 ha segnato un incremento del 39% sul 2023, con un volume complessivo di 500 milioni di euro. Solo per l’uno per cento si tratta di progetti infrastrutturali di grandi dimensioni, si parla per lo più di interventi sotto i 500mila euro. Altra declinazione: il mercato degli eventi sportivi. Nel 2024 la spesa complessiva ha superato i 900 milioni (il 73% dei ricavi legati al calcio). Un altro aspetto ancora: il valore sociale. Sono stati presi a riferimento 1.149 progetti di investimento in impianti nel periodo che va dal 2 marzo 2023 al 30 giugno 2025. Il campione ha mobilitato 962 milioni di euro di investimenti e si calcolano benefici sociali pari a 8,27 miliardi di euro.
La declinazione nell’export, poi: nel 2024, l’Italia ha esportato beni sportivi per 4,7 miliardi di euro. Le prime tre posizioni, nell’ordine, Stati Uniti, Francia e Germania. La Cina è nei primi dieci mercati in volume, «unico Paese non occidentale a rivestire un ruolo di rilievo»
, spiega il Rapporto Sport.
Un racconto di valore dai territori. Rilancia in questo caso l’Osservatorio Valore Sport The European House Ambrosetti, presentato a marzo, che i ricavi del manifatturiero sportivo nel periodo 2020-2023 hanno raggiunto 8,5 miliardi di euro, in crescita sostanziale. La sola fabbricazione di articoli sportivi nel 2023 ha generato 1,8 miliardi (più 42,1% rispetto al 2020) si spiega, collocando l’Italia al primo posto in Europa con una quota del 22% di ricavi del settore. Un tessuto produttivo «fortemente radicato nei territori e caratterizzato da una prevalenza di Pmi, che generano il 45,9% dei ricavi e impiegano il 66,7% degli addetti».
Marcata la concentrazione geografica: il Veneto da solo rappresenta il 35,5% del fatturato nazionale, con Vicenza (16%) e Treviso (15%) principali poli. Rileva l’Osservatorio, su dati camerali, che l’artigianato costituisce il 45,5% delle imprese attive nel manifatturiero dello sport. Una specializzazione che si riflette sul piano dell’occupazione: gli addetti dell’artigianato nella produzione rappresentano il 25,4% del totale.
«Soprattutto nella manifattura di attrezzature e articoli sportivi, il 98% delle imprese è rappresentato da Pmi
spiega Mirko Depinto, senior consultant Teha, project coordinator Osservatorio Valore Sport Tra i partner dell’Osservatorio c’è Confartigianato che ci ha permesso di avere una vista privilegiata sul tessuto produttivo. È una ricchezza che resta nei territori. Una componente rilevante dei distretti è rappresentata da piccole eccellenze. Il risultato di 32 miliardi di valore aggiunto è trainato anche da queste imprese. Nel complesso, non parliamo di un singolo settore, ma di decine di settori fondamentali per l’economia. Impianti, abbigliamento, moda, commercio di attrezzature, eventi, hotel e ristoranti, turismo. Ma c’è un valore aggiungo anche a livello sociosanitario: ogni anno la sedentarietà costa 6,7 miliardi al sistema sanitario, in termini sia diretti, di cure, sia indiretti per la perdita di produttività lavorativa. Aumentare le persone che praticano sport in modo continuativo aiuta a ridurre questo impatto negativo per il Paese».
L’Osservatorio ha tracciato una roadmap. «Insieme ai partner sia istituzionali sia privati dice Depinto abbiamo deciso nel 2022 di darci un punto di arrivo e di fondare la visione 2050 Italia in movimento. Dal lato della domanda, l’obiettivo è dimezzare la quota di sedentari, portandola al 18,6%. Si punta ad arrivare al 27% di bambini che svolgono attività fisica di almeno un’ora al giorno, come indicato dall’Oms, mentre nel 2022 erano il 9%. C’erano appena state le Olimpiadi di Tokyo e l’Italia risultò terza nel medagliere. Ci si è posti il tema di come tradurre nella quotidianità l’eccellenza dell’agonismo. E quindi incrementare del 30% le palestre ma anche gli spazi all’aperto come aree verdi e playground. Allora sei scuole su 10 non avevano una palestra all’interno, ma grazie al Pnrr la situazione migliora, nell’ottica di una dotazione al cento per cento».