Il Messaggero, 2 aprile 2026
SpaceX fa il primo passo verso lo sbarco a Wall Street
SpaceX ha depositato in via riservata la documentazione per la sua quotazione in borsa, avviando quello che potrebbe diventare il più grande collocamento azionario della storia. La notizia è stata riportata mercoledì da Bloomberg, Reuters e Cnbc, che citano fonti a conoscenza della vicenda. SpaceX non ha rilasciato commenti ufficiali e allo stesso modo la Securities and Exchange Commission (Sec), la Consob americana, ha dichiarato di non poter commentare.
La società punta ad arrivare a Wall Street entro giugno, con una valutazione compresa tra 1.500 e 1.750 miliardi di dollari e l’obiettivo di raccogliere tra i 40 e gli 80 miliardi.
Se l’operazione andasse a buon fine alle cifre più alte, supererebbe il primato detenuto da Aramco che nel 2019 raccolse più di 29 miliardi di dollari e si quotò con un valore di mercato di 1.700 miliardi di dollari.
Il deposito riservato è una procedura che permette alle aziende di condividere i propri bilanci con la Sec prima di renderli pubblici. E SpaceX dovrà pubblicare il documento almeno 15 giorni prima dell’inizio del roadshow con gli investitori che potrebbe partire a fine maggio.
La società fondata da Elon Musk nel 2002 non è più soltanto un’azienda spaziale: a febbraio ha completato la fusione con xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk, che controlla anche il social network X, ex Twitter. Il risultato è una conglomerata che include i razzi riutilizzabili di SpaceX, Starlink, il servizio di connettività satellitare con 9,2 milioni di abbonati e un fatturato di oltre 10 miliardi di dollari nel 2025, e Grok, il chatbot di xAI.
Quando SpaceX sarà quotata, Musk diventerà la prima persona al mondo a guidare due società quotate con una capitalizzazione superiore ai mille miliardi di dollari. Tesla, l’altra sua azienda pubblica, vale oggi circa 1.400 miliardi. Musk è già l’uomo più ricco del pianeta, con un patrimonio stimato da Forbes di circa 840 miliardi di dollari: se la quotazione dovesse andare bene potrebbe diventare il primo «trilionario» della storia.
LE STIME
Nonostante i numeri non siano pubblici, le stime degli analisti dicono che SpaceX nel 2025 ha raggiunto ricavi di 12-15 miliardi di dollari, soprattutto grazie alla crescita di Starlink. Gli analisti di Morgan Stanley prevedono che SpaceX possa raggiungere 65 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030, con Starlink che contribuirebbe per circa il 72% del totale.
La finestra di giugno è tutt’altro che garantita. I mercati sono stati volatili nelle ultime settimane, in parte per l’effetto del conflitto tra Stati Uniti e Iran sui prezzi del petrolio. «Puoi avere un’azienda eccellente, con fondamentali solidi e grande interesse degli investitori, ma una Ipo può comunque fallire se i mercati sono instabili», ha detto a Cnbc Reena Aggarwal, professoressa di finanza alla Georgetown University ed esperta di quotazioni azionarie.
SpaceX sarebbe la prima di tre grandi Ipo attese nel 2026, prima di OpenAI e Anthropic, le due principali società di intelligenza artificiale. Per il 21 aprile è già fissato un incontro con gli analisti, seguito da una visita al centro dati xAI di Memphis, nel Tennessee.