Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 02 Giovedì calendario

Le foto del marito che imbarazzano Kristi Noem

Il marito dell’ex segretaria alla Sicurezza nazionale degli Stati Uniti Kristi Noem chattava da mesi con alcune sex worker i cui seni sono giganteschi in seguito a operazioni chirurgiche. Le pagava per queste conversazioni e per le foto che gli inviavano e condivideva con loro dei selfie in cui il suo volto era riconoscibile e il suo corpo era inguainato in vestiti che lo rendevano a sua volta una sorta di Barbie con ipertrofia mammaria. In altre parole, il 56enne Bryon Noem apprezzava e frequentava attraverso il suo smartphone la cosiddetta «Bimbofication», ovvero il fetish che si basa sulla trasformazione delle ragazze in bambole viventi ipersessualizzate. 
La vicenda, con tanto di foto di Noem e di interviste alle sue interlocutrici, è stata raccontata dal tabloid britannico Daily Mail. E l’interessato ha confermato il suo coinvolgimento.
Per la supertrumpiana Kristi Noem – la donna inflessibile che fino allo scorso 5 marzo (giorno in cui il presidente l’ha rimossa dal suo incarico dopo i «fatti di Minneapolis») supervisionava le attività anti-immigrazione dell’Ice, l’ex reginetta di bellezza che vive in un ranch nei pressi di Castlewood, villaggio di 700 abitanti nel rurale e conservatore South Dakota (Stato di cui è stata governatrice), la cowgirl che si era vantata di aver sparato a Cricket, la sua cagnolina di 14 mesi, perché era aggressiva e con il suo comportamento indisciplinato rovinava le battute di caccia – è uno scandalo bello grosso, che si aggiunge alle ricorrenti dicerie su un suo affair con il suo consulente Cory Lewandowski. Di questa presunta relazione, soprannominata «il segreto meno segreto di Washington», si è discusso anche in sedi istituzionali perché – questa l’accusa rivolta a Noem – avrebbe comportato l’uso di fondi pubblici.
L’ex ministra, ora ricollocata da Trump come inviata speciale per lo Scudo delle Americhe, un misterioso organismo per la sicurezza del continente, ha detto di essere «devastata» dalle rivelazioni sul marito che l’hanno «colta alla sprovvista» e un suo portavoce ha chiesto rispetto della privacy e preghiere. 
Ma, al di là dei comportamenti privati del marito che possono danneggiare il profilo falchissimo dell’ex ministra, sono in gioco aspetti più rilevanti: con la sua attività online Bryon Noem si esponeva con molta leggerezza alla possibilità di essere ricattato, mettendo a rischio quella sicurezza nazionale su cui la moglie avrebbe dovuto vigilare. E infatti un giornalista di Axios, Marc Caputo, ha rivelato che quelle foto compromettenti erano arrivate anche a lui quando Kristi Noem era ancora in carica e che gli era stato detto che la fonte era una sex worker straniera, forse clandestina, che voleva vendicare le vittime della brutalità dell’Ice.