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 2026  aprile 02 Giovedì calendario

Beppe Grillo: «Non sono mai partito»

Beppe Grillo sceglie i versi di Giorgio Caproni per tornare a pungere. Lo fa sui social, il giorno dopo la divulgazione della notizia della causa su logo e simbolo del Movimento 5 Stelle. «Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito/ Il mio viaggiare è stato tutto un restare qua, dove non fui mai», scrive il poeta. Parole che il fondatore dei 5 Stelle fa sue. Chi lo conosce bene sostiene sia un messaggio a Giuseppe Conte, quel «sappiate che non sono mai partito» che suona un po’ come una dichiarazione di intenti, di riprendere in mano quel che considera suo. Grillo ha rotto davvero gli indugi. E tenta uno sgambetto che potrebbe avere ripercussioni sulle prossime Politiche. Dopo 15 mesi di voci, illazioni, stop improvvisi il fondatore dei 5 Stelle ha deciso di fare causa a quella che è stata per lungo tempo la sua creatura politica. Grillo vuole la titolarità del simbolo e del nome del M5S. Il Movimento si oppone. «Affrontiamo con assoluta tranquillità questa iniziativa di Beppe Grillo, che si manifesta già a un primo esame assolutamente infondata», replica il notaio e deputato Alfonso Colucci, uomo di fiducia di Conte che ha seguito tutte le vicissitudini statutarie dell’era contiana. Prima di arrivare allo scontro legale, si sono mossi dei mediatori. Grillo, è noto, considera che il Movimento abbia perso i suoi valori e non condivide (per usare un eufemismo) la linea politica di Conte. Eppure per mesi ci sono stati contatti tra le due parti: un filo invisibile per non sfociare nella querelle giudiziaria. Un filo che si è spezzato definitivamente. Ma al di là delle prese di posizione delle parti, perché Grillo ha agito proprio adesso? Fonti vicine al fondatore spiegano che si tratterà di un «processo documentale», con poche persone chiamate a deporre. Un processo quindi dai tempi rapidi. Un processo su cui aleggia lo spettro ingombrante delle Politiche del 2027: se si arrivasse a sentenza prima di quella data, Grillo potrebbe «riprendersi» nome e simbolo, sfilandolo a Conte e affondando un colpo importante al disegno del campo largo.