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 2026  aprile 02 Giovedì calendario

Carroccia e la figlia: «Delmastro? Ci ha fatto beneficenza»

Fallito, «protestato», con un’indagine per bancarotta fraudolenta in corso e un arresto come prestanome di un clan che ha già portato al sequestro dei suoi locali, Mauro Caroccia trova una leva per rilanciarsi in un cliente dei suoi ristoranti: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. «L’unico che ha aiutato la mia famiglia, ci siamo piaciuti e ha deciso di farci beneficenza perché in quel momento ero incensurato», spiega ai pm della Dda l’uomo che intanto ha visto evolvere l’accusa di bancarotta in una imminente richiesta di processo (le indagini sono state chiuse a novembre) e quella di aver aiutato il riciclaggio del boss Senese («Per 20 anni ha cenato da me») in una condanna definitiva a 4 anni. «A Delmastro avevo parlato dei miei problemi economici, non di quelli penali», aggiunge Caroccia per spiegare come ha convinto il politico ad entrare in società con lui, intestandola però alla figlia avendo una lista di creditori verso i quali era insolvente. Tra questi, lo Stato per tasse e tributi non pagati.
Non è una distrazione di capitali perché manca l’elemento del dolo (la bancarotta fraudolenta è ancora una ipotesi) ma certo, se doveva essere una versione difensiva per allontanare i sospetti anche da Delmastro, le risposte non sembrano aver fugato i dubbi della Dda. L’avvocato di Caroccia, Fabrizio Gallo, precisa che la srl Le 5 Forchette è nata quando il ristoratore «che per 20 anni ha avuto Senese come cliente» era stato assolto in Appello (sentenza poi ribaltata) e dunque il tema giudiziario non era sul tavolo.
L’amicizia tra Caroccia e Delmastro, come ricostruito dal legale, sarebbe nata proprio ai tavoli di uno dei precedenti ristoranti della catena Da Baffo. È il San Valentino del 2023 e il politico vorrebbe ordinare alla carta, non con il menù fisso previsto per l’occasione. La sua protesta viene respinta con un «vaff...» dall’oste, che lo esorta a mangiare senza fare troppe obiezioni. Sembra la storia di un cliente destinato a non tornare mai più nel locale, invece Delmastro torna e si ritrova davanti il ristoratore, che con i suoi modi schietti gli aveva fatto simpatia: «Hai capito chi sono?», chiede il sottosegretario. «Ti ho visto in tv», risponde Caroccia.
Il chiarimento porta nel 2024 alla nascita di Bisteccheria d’Italia, dove la 18enne Miriam Caroccia figura prima come amministratrice unica, poi come titolare del 100% delle quote dopo l’acquisizione di quelle degli altri soci (Delmastro e politici piemontesi di FdI), infine indagata col padre per riciclaggio e intestazione fittizia. «Questa storia mi ha rovinato – dice lei ai pm – per strada mi dicono “mafiosa”, sui social mi insultano». Cappellino e mascherina per nascondersi ai fotografi, ha gli occhi lucidi quando incrocia il padre, accompagnato dalla penitenziaria dal carcere di Viterbo. I pm acconsentono a un saluto e qualche attimo assieme. «Non sapevo di essere proprietaria di tutte le quote, né ho mai versato i contanti per comprarle», ribadisce la ragazza, oggi 20enne. Il riferimento è all’atto di un commercialista biellese che porta la sua firma. «Aveva una delega ad operare – chiarisce ancora l’avvocato – e gli unici a mettere soldi nel ristorante sono stati Delmastro e i politici biellesi». In particolare, il sottosegretario avrebbe investito circa 45 mila euro. Il mobilio sarebbe stato acquistato dalla donna cinese che nello stesso locale aveva un ristorante di sushi, e tutte queste spese sarebbero certificabili. Documentazione ai pm, però, gli indagati non ne hanno ancora fornita, tenendo presente che l’eventuale riciclaggio ipotizzato dall’accusa non girerebbe ovviamente attorno ai pagamenti in chiaro.
Su queste voci di spesa e su tutti i movimenti contabili, incluse le cene ministeriali organizzate nella «sua» Bisteccheria da Delmastro e che ogni partecipante avrebbe pagato per sé, di fatto finanziando il sottosegretario, si concentrano le indagini. Delmastro e gli altri politici non sono indagati e l’interrogatorio non è al momento in programma.