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 2026  aprile 02 Giovedì calendario

Meloni, spinta per la Fase 2. Torna il bonus alle imprese

L’intenzione diverrà realtà domattina alle 10, al Consiglio dei ministri. Lo sconto della benzina sarà prorogato fino alla fine del mese. La premier Giorgia Meloni parlerà alle Camere giovedì prossimo, annunciando le linee guida del governo per l’ultimo scorcio della legislatura. Ma questi giorni sono fitti di incontri e di riunioni per dare segnali il prima possibile.
E dunque, oltre alla proroga dello sconto ai distributori, domani sarà varato il credito d’imposta per il settore agricolo e per la pesca di cui ha parlato il ministro Francesco Lollobrigida: «Un pescatore – ha detto il titolare dell’Agricoltura – quando esce in mare ha un costo di produzione legato al carburante del 50%. Oggi, però, con gli ulteriori aumenti bisogna fare anche di più». E dunque Lollobrigida ringrazia «la presidente del Consiglio, alla quale con il presidente Prandini abbiamo chiesto questo intervento e che ha dato l’assenso per percorrere questa strada».
Di questo e di altre misure Giorgia Meloni ha discusso lunedì scorso durante una riunione fiume con il ministro Giancarlo Giorgetti. Per mettere a terra il provvedimento degli sconti sulle accise dei carburanti nei distributori serviranno 500 milioni. «Che dovranno essere reperiti a bilancio invariato» precisano dal ministero dell’Economia. Il lavoro di ritaglio non sarà semplicissimo, anche perché i ministeri non mancano di far presenti le loro necessità fin qui dilazionate. Lo sconto sui carburanti punta a evitare nuove fiammate inflattive, ma in via XX Settembre è chiarissimo il rischio derivante da un protrarsi, non improbabile, della crisi di Hormuz. Sempre nel comparto carburanti, il ministero dei Trasporti ha annunciato che le concessionarie autostradali hanno accolto l’appello del ministro Matteo Salvini: nei prossimi giorni il prezzo dei carburanti nelle aree di servizio autostradali sarà scontato di 5 centesimi di euro per 20 giorni.E l’approvvigionamento energetico è stato anche tema del colloquio a Palazzo Chigi di Meloni con l’ad di Eni Claudio Descalzi.
Ma di ieri è anche l’annuncio, in Aula alla Camera, di Adolfo Urso. Il ministro delle Imprese ha garantito che «gli impegni saranno mantenuti, tutti coloro che hanno presentato domanda per Transizione 5.0 riceveranno quanto dovuto». In sostanza, «al tavolo di oggi sono state confermate le risorse originariamente destinate, ovvero 1,3 miliardi e sono stati aggiunti altri 200 milioni per un totale di 1,5 miliardi di euro». Lo scorso 27 marzo, infatti, il Cdm aveva approvato un decreto che tagliava le risorse per gli investimenti in linea con gli obiettivi di transizione energetica come l’acquisto di macchinari a maggior efficienza e l’installazione di impianti fotovoltaici. Le durissime proteste degli imprenditori hanno spinto il governo a tornare sulla decisione.
La premier ha scritto sui social che «il governo continua a lavorare sull’aumento dei salari» nella scuola: giusto ieri è arrivato «il rinnovo della parte economica del contratto nazionale del comparto Istruzione».
E sempre ieri Meloni ha incontrato la ministra al Lavoro Elvira Calderone «per fare il punto sulle misure già adottate a sostegno dell’occupazione e dei salari». Con una riflessione «in vista della Festa dei Lavoratori del 1° maggio, su nuovi interventi finalizzati a rafforzare le politiche per il lavoro e a contrastare il fenomeno del lavoro povero».