repubblica.it, 1 aprile 2026
Giappone, arriva l’affido congiunto dei figli dopo il divorzio
Una riforma storica. Che allinea il Giappone agli altri Paesi del G7. A partire da oggi le coppie divorziate potranno negoziare l’affidamento congiunto dei figli. Fino ad ora, infatti, il Codice civile nipponico prevedeva l’affidamento ad un solo genitore, nella stragrande maggioranza dei casi alla madre. La nuova normativa consente ora invece ai genitori di decidere di comune accordo tra affido esclusivo o condiviso. In caso di controversie, interverranno i giudici.
Si tratta della prima modifica alla legge sull’affidamento dei figli dal 1947. La nuova legge può essere applicata anche retroattivamente. Una modifica che allinea il Giappone – l’unico membro del G7 che non riconosceva legalmente l’affidamento condiviso – alla maggior parte degli altri Paesi. La norma venne approvata dal Parlamento nell’aprile del 2024 ed entra in vigore da oggi.
“Nel quadro del regime di affidamento congiunto le questioni che hanno un impatto significativo sul minore, come il trasferimento di residenza o le decisioni relative alla scolarizzazione, devono essere risolte attraverso il dialogo tra entrambi i genitori”, spiega il quotidiano Asahi Shimbun. “Per le attività di routine, come il consenso a un lavoro part-time, o in casi di urgenza, come un intervento chirurgico d’emergenza, un solo genitore può decidere la procedura da seguire”.
Nei casi in cui sussista il rischio di abuso o di altri danni al benessere fisico o mentale del minore, o laddove la violenza domestica di un genitore nei confronti dell’altro renda difficile l’esercizio congiunto dell’autorità genitoriale, deve essere disposto l’affidamento esclusivo, continua la stampa giapponese. “Sono state tuttavia sollevate preoccupazioni circa la capacità dei tribunali della famiglia di emettere sentenze appropriate quando non sono sempre disponibili prove di violenza domestica”, commenta l’agenzia di stampa giapponese Kyodo. Le vittime di violenza temono che l’affidamento congiunto possa costringerle a rimanere a stretto contatto con l’ex coniuge.
“Il cambiamento arriva anche in un momento di critiche a livello globale sui casi di sottrazione di minori da parte di coniugi giapponesi che hanno portato via i figli dai partner stranieri, rendendo difficile per questi ultimi mantenere i legami con i propri figli”, continua ancora la Kyodo. Un’indagine governativa del 2021 ha rilevato che un bambino su tre con genitori divorziati ha dichiarato di aver perso i contatti con il genitore non affidatario.