Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  aprile 01 Mercoledì calendario

Unilever con McCormick, maxi fusione

Nel reparto condimenti dei supermercati americani, tra vasetti di maionese al chili-lime e senape classica, si sta scrivendo una nuova pagina del capitalismo globale. McCormick & Company e Unilever, due big con radici profondamente diverse – una americana e l’altra britannica, la prima legata alle spezie, la seconda alla globalizzazione del cibo industriale – hanno deciso di unirsi in un matrimonio da 45 miliardi di dollari, tra azioni e contanti, con l’obiettivo di arrivare a un fatturato di venti miliardi all’anno. Dall’operazione nascerà un colosso del gusto. L’accordo, che dovrebbe essere portato a termine entro la metà dell’anno prossimo, unirà sotto lo stesso gruppo i condimenti alla senape French’s, la salsa barbecue Stubb’s e i prodotti Unilever come la maionese Hellmann’s e i dadi da brodo Knorr. Nella valutazione di 45 miliardi di dollari, di cui 15,7 saranno pagati in contanti, sono inclusi anche i debiti. Rothschild & Co ha lavorato come consulente finanziario di McCormick, seguendo tutte le fasi della transazione, tra cui l’avvio delle discussioni ai massimi livelli e la strutturazione dell’operazione.
Economia incerta, consumatori prudenti
«Insieme creeremo un colosso globale del gusto, concentrato sul sapore», ha dichiarato Brendan Foley, amministratore delegato di McCormick. «Riteniamo che questa combinazione rafforzi la posizione dell’azienda sul mercato», ha aggiunto Fernando Fernández, amministratore delegato di Unilever. Ciò che colpisce non è soltanto la dimensione finanziaria dell’operazione, quanto quello che dice sulla cultura del consumo e sulle paure dei dirigenti di fronte a un pubblico fragile, che ha smesso di spendere con la spensieratezza di un tempo. Mentre gli investitori guardano ai margini e alle sinergie, il consumatore medio affronta gli aumenti dei prezzi innescati dai conflitti internazionali e un mercato dei condimenti che si affolla di sapori audaci, come se la vera battaglia fosse tra chili-lime e ranch piccante, non sul costo della vita sempre più incerto. La crisi in Medio Oriente, con l’aumento del prezzo del petrolio, sta incidendo sulla spesa quotidiana degli americani. Quello di McCormick e Unilever è un quadro che combina audacia e vulnerabilità: audacia nell’espansione di marchi iconici; vulnerabilità di fronte a un’economia incerta e a consumatori prudenti.
La mossa nello scacchiere di cibo e dolciumi
Questo trend generale ha prodotto negli ultimi anni a scorpori, separazioni e fusioni, rilanciando vecchi marchi. Nel 2023 il gigante dei cereali Kellogg si è diviso in due. Kellanova, la nuova divisione delle merendine, è stata acquisita dal colosso dei dolci Mars in un’operazione da 36 miliardi di dollari. Ferrero ha acquisito WK Kellogg, il business dei cereali, per oltre tre miliardi. Ieri McCormick ha registrato un aumento delle vendite del 17 per cento nel primo trimestre, anche se gran parte della crescita è legata all’acquisizione a gennaio della propria filiale messicana.
Unilever rappresenterà, invece, l’anima europea del nuovo gruppo: fondata nel ’29 dalla società olandese di margarina Marine Unie e dal produttore britannico di saponi Lever Brothers, negli anni ha aggiunto marchi come Birds Eye, Breyers e Ben & Jerry’s. La fusione investe sul modo in cui il capitalismo moderno cerca consolazione nei brand, cercando di trasformare la familiarità in potere economico. McCormick e Unilever non stanno solo miscelando condimenti, ma storie, culture e speranze degli investitori. E, forse, anche i pensieri di chi apre un barattolo di maionese e si chiede quanto costerà la prossima volta che andrà al supermercato.