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 2026  marzo 31 Martedì calendario

Una «Mani pulite» scuote la Russia

Giudici, politici, funzionari e oligarchi. Nessuno è al riparo dalla “Mani pulite” in versione russa. Non passa settimana che non si registrino arresti eccellenti, condanne pesanti o inchieste clamorose, raccontate senza censura anche dai media ufficiali. È questo il tentativo da parte del Cremlino di dimostrare alla propria opinione pubblica che nessuno è al di sopra della Legge, in un momento in cui il Paese sta tirando la cinghia per «l’Operazione militare speciale» (Svo) in Ucraina? Oppure, dietro alla facciata della lotta alla corruzione, si nascondono altri fini come una nuova “privatizzazione” o è in corso uno scontro intestino al potere con inclusi test di fedeltà? Gli esperti russi sono divisi, ma quello che è certo è che l’ondata di “pulizia” non ha precedenti.
Come ha riportato Rbk (con tanto di nomi, cognomi e cifre), una decina di giudici sono finiti nei guai solo nell’ultimo anno e sono stati confiscati loro i beni per l’astronomica cifra di 35 miliardi di rubli (circa 400 milioni di euro). Evghenij Kuchinskij, già in servizio presso la Procura regionale di Mosca, è risultato essere il proprietario di un appartamento di lusso, costruito da una compagnia edile, che lui stesso aveva giudicato in un caso legale. Il sequestro più imponente l’ha subìto l’ex presidente del Tribunale provinciale di Krasnodar, Aleksandr Cernov, ben 13 miliardi.
Proprio nella regione di Krasnodar – dove si trova la “Riviera” russa e Sochi, la “Rimini” del mar Nero, – non si capisce cosa stia succedendo. Come riporta la Tass, è stato arrestato la scorsa settimana il locale assessore della Salute, Evghenij Filippov; in precedenza dietro alle sbarre erano finiti due ex vice-governatori. Secondo il Kommersant, il Fsb, i Servizi segreti, sono arrivati a Filippov per caso – mentre cercavano prove contro un’altra vice-governatrice – scoprendo che l’assessore era in possesso di ben 57 proprietà, la cui provenienza non è chiara. Nessuno può stare tranquillo, neanche i fedelissimi del potere.
Per truffa sono scattate le manette ad Aleksej Kostylev, fondatore del media filo-Cremlino Readovka. La Procura intende fare luce su somme di denaro (ora scomparse), da lui ottenute attraverso contratti pubblici. «Sono stati sottratti – ha affermato in febbraio il ministro degli Interni Kolokoltsev ad un’audizione presso la Commissione parlamentare anti-corruzione – quasi 2 miliardi di rubli dalle forniture di uniformi al ministero della Difesa», usando il solito trucco dei prezzi alti fuori mercato. Nel luglio 2025, come si ricorderà, un Tribunale di Mosca aveva condannato a 13 anni per tangenti sugli appalti, l’ex viceministro della Difesa, Timur Ivanov, braccio destro dell’ex ministro Shojgu, per anni consigliere fidato e amico personale di Putin. Dopo che Shojgu è caduto in disgrazia, si sono osservati alla Difesa – che oggi riceve montagne di denaro per l’Svo – un cambio di quadri dirigenziali e l’inizio di una serie di inchieste contro la vecchia squadra di comando. Dal 2022 valore complessivo delle rinazionalizzazioni “4 trilioni” di rubli, ha comunicato a Putin il capo della Procura generale Aleksandr Guzan.
Tra loro 800 compagnie sono tornate in possesso dello Stato per le ragioni più disparate.