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 2026  marzo 31 Martedì calendario

Il gioco d’azzardo avanza tra giro d’affari e offerta.

Continua a crescere l’affare dell’azzardo, arrivando nel 2025 a oltre 165 miliardi di euro, rispetto ai 157 del 2024. Dati però parziali perché il governo non ha ancora inviato al Parlamento la relazione annuale prevista dal decreto legislativo 41 del 25 marzo 2024 e da inviare entro il 31 dicembre. Non lo ha fatto nel 2024 e neanche nel 2025, malgrado fosse stato sollecitato da interrogazioni parlamentari. Nella risposta, molto imbarazzata, del ministero dell’Economia in Commissione Finanze della Camera, si ammette il ritardo, in quanto «sta richiedendo un po’ più tempo del previsto» e «si assicura comunque il massimo impegno per inviare prontamente e con la dovuta urgenza la Relazione al Parlamento». Prevista, lo ricordiamo, da una legge approvata proprio dall’attuale governo.
Intanto però aumentano le possibilità di gioco. Infatti l’Agenzia dei Monopoli, controllata dal ministero dell’Economia, ha autorizzato il nuovo gioco numerico a quota fissa denominato “Fai3 Fai4”, una sorta di lotteria con estrazioni ogni 30 minuti, per un totale di 37 estrazioni giornaliere (dalle 6 alle 24) per i primi 8 mesi di sperimentazione, che passeranno a una ogni cinque minuti, per un totale di 216 estrazioni giornaliere per i successivi 8 mesi. Si tratta di indovinare 3 o 4 numeri esattamente nella posizione dell’estrazione. Pura fortuna. Il gioco è iniziato il 18 marzo. E dopo 16 mesi andrà a regime. Un’evidente incentivazione all’azzardo. Si tratta della terza iniziativa per far “spendere” di più. Nel giugno 2023 l’introduzione della quarta estrazione settimanale di Lotto, Superenalotto, 10eLotto, Simbolotto e SuperStar giustificata dalla necessità di finanziare la ricostruzione dopo l’alluvione in Emilia Romagna. Doveva durare fino al 31 dicembre, poi è stata prorogata per tutto il 2024 per poi diventare definitiva. Ma non più per l’alluvione. I soldi ora finiscono nel “calderone” generale. Lo scorso dicembre con la manovra economica è stato previsto il nuovo “gioco”, denominato “Win for Italia Team”, anche questa una sorta di lotteria, per finanziare il mondo dello sport e in particolare il Coni. Iniziative che hanno fatto insorgere associazioni e fondazioni impegnate a denunciare i danni provocati dall’azzardo, in particolare Caritas e Consulta antiusura Giovanni Paolo II e che, proprio per questo, chiedono invece una forte riduzione dell’offerta. Invece ora arriva la nuova “lotteria”. Eppure il mercato è un continuo e forte aumento come emerge dalle risposte a due interrogazioni presentate dai deputati del Pd, Virginio Merola, ex sindaco di Bologna, e Stefano Vaccari, capogruppo in Commissione Antimafia e presidente dell’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo. I due parlamentari chiedevano quali fossero «la raccolta complessiva, l’ammontare delle vincite e le entrate erariali dell’anno 2025, suddivisi per tipologia di gioco, canale di vendita (fisico e online) e ripartizione territoriale (regioni, province e comuni), affinché il Parlamento e le istituzioni locali possano esercitare un controllo effettivo sulla sostenibilità sociale e finanziaria dell’attuale sistema di regolazione e fiscalità del gioco legale». La risposta del ministero è stata parziale, limitata a tre trimestri del 2025 con la precisazione che «i dati di gioco sono da considerarsi, comunque, provvisori, atteso che gli stessi saranno oggetto di successivo consolidamento». I numeri, pur se riferiti a soli nove mesi, confermano l’aumento. Infatti si è passati dai 105 miliardi del 2023 ai 112 del 2024 e ai 119 del 2025. A quest’ultima cifra andranno aggiunti i dati del quarto trimestre. Nel 2024 erano stati 44 miliardi ed è certo che, visto un costante aumento degli altri trimestri, nel 2025 si arriverà ad almeno 46 miliardi, che sommati ai 119 fa arrivare il conto complessivo a 165. Ma è probabile che siano anche di più. È quello che dovrà rivelare la relazione ministeriale che ancora non è stata presentata. «Si comprende – è stata la risposta dello scorso 25 marzo della sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano – la legittima aspettativa degli Onorevoli interroganti in ordine alla rilevanza del documento e alla necessità che lo stesso rechi un’informativa dettagliata e soprattutto aggiornata a tutto l’anno 2025» ma la relazione non è ancora pronta. Oltre alla reazione negativa degli interroganti, anche il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, di FdI come la sottosegretaria, bacchetta il governo associandosi alle considerazioni «in ordine al necessario rispetto degli adempimenti di legge».