corriere.it, 31 marzo 2026
Bologna, per l’affitto del Caffè Zanarini mille euro al giorno
«Sono anni che siamo qui e ci teniamo, stiamo cercando di trovare una soluzione per andare avanti, perché il Caffè Zanarini è un luogo simbolo». Inizia con questa dichiarazione di intenti, quasi un manifesto di resistenza identitaria, la riflessione di Davide Antoniazzi, uno dei volti della gestione che da oltre un decennio anima lo storico locale di Piazza Galvani.
È una speranza che si intreccia con il futuro di uno dei bar più eleganti di Bologna, proprio mentre il countdown per la presentazione delle offerte del nuovo bando comunale corre verso la scadenza.
Risale all’inizio di marzo, infatti, la pubblicazione dell’avviso di gara, da parte di Palazzo d’Accursio – proprietario dell’immobile del Caffè Zanarini – per la concessione, «mediante procedura aperta», dei locali in piazza Galvani 1 e via Farini 8.
L’avviso di gara per aggiudicare gli spazi di Zanarini
Dopo la scadenza, a novembre del 2024, del contratto per la concessione dell’uso del locale, incastonato nel complesso monumentale dell’Archiginnasio – e quindi soggetto a tutela storico-artistica –, l’aggiudicazione del nuovo vincitore avverrà con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Dove il progetto tecnico peserà insieme al rialzo economico, dato che si parla di uno spazio imponente: circa 785 metri quadrati lordi distribuiti su più livelli, la cui collocazione rende ogni mossa soggetta al controllo della Soprintendenza. Zanarini, che è un pezzo di storia sotto le Due Torri è anche, come tale, «tutelato» dal bando dell’amministrazione. Che infatti impone vincoli severi per preservarne il pregio, vietando attività come fast food, sale scommesse o sexy shop.
La vera novità della gara però, che impone la scadenza per la presentazione delle offerte per il prossimo 21 aprile, è proprio l’asticella economica del canone annuo, che è non di poco lievitata. Il nuovo canone a base di gara, infatti, è fissato a 365.300 euro, con una cauzione di oltre 30 mila euro: una cifra che segna un netto stacco rispetto ai circa 250 mila euro del passato.
E l’aumento consistente, che riflette le nuove stime patrimoniali del Comune, ridisegna anche i margini dell’operazione.
La sfida aperta è ora la capacità di coniugare la sostenibilità di un affitto quasi raddoppiato con la missione di mantenere intatta la qualità e le professionalità in gioco nel frequentatissimo bar del quadrilatero. Il rialzo, per ora, non sembra spaventare gli attuali gestori, guidati dalla volontà di non interrompere un legame storico e, ormai, percepito come familiare.
Antoniazzi, attuale gestore: «Lì da 13 anni e vogliamo restare»
«A prescindere da tutto, stiamo cercando una soluzione», conferma Antoniazzi. Anche se, a pochi giorni dalla scadenza del 21 aprile, non vuole entrare troppo nel dettaglio della strategia: «Stiamo valutando l’operazione, stiamo riflettendo» ribadisce con una cautela che è d’obbligo quando si maneggia un lavoro complesso. Ma la motivazione resta alta:
«Siamo lì da 13 anni – ricorda infatti Antoniazzi – e siamo contenti di quello che abbiamo fatto. Ci piacerebbe molto trovare la quadra per continuare».
Questo anche perché, dietro le vetrine che si affacciano sulla statua di Galvani, c’è un dato umano che Antoniazzi tiene a sottolineare con forza: la squadra. Al momento, «Dentro ci lavorano 35 persone», professionisti che rappresentano l’anima operativa di un locale che è diventato, nel tempo, un punto di riferimento identitario per la città.