corriere.it, 31 marzo 2026
Malpensa, americana fermata con il trolley pieno di marijuana
Al momento dell’arrivo in aeroporto, e nel corso dei controlli di rito, quella trentenne americana risultava piuttosto nervosa, tanto che doganieri e finanzieri di Malpensa, abituati a «leggere» i comportamenti dei passeggeri, hanno deciso per una verifica dei bagagli. E difatti, stipati all’interno della valigia, erano presenti numerosi involucri in plastica e cellophane sottovuoto che contenevano cime di marijuana in gran quantità. Da qui l’arresto della donna, accusata di traffico internazionale di droga. Lo stupefacente, per un totale di 17 chili di «erba», sotto forma di infiorescenze, era pronto per essere immesso sul mercato e avrebbe reso fra i 170.000 e i 250.000 euro.
La viaggiatrice, cittadina Usa, arrivava proprio a bordo di un volo proveniente dagli Stati Uniti. Una tratta che sembra essere piuttosto inconsueta rispetto a quelle solitamente impiegate per il traffico di stupefacenti di questo tipo, ma che in realtà è tutt’altro che rara dal momento che in alcuni Stati Usa la marijuana è legale; per questo, specialmente le spedizioni e i pacchi postali in partenza dagli Usa vengono sottoposti a controllo. Più raro, ma presente, il trasporto diretto di droga nelle valigie dei passeggeri, solitamente cocaina, come nel caso del 48enne arrestato a dicembre scorso.
«L’operazione», spiegano dal comando della guardia di Finanza di Varese, «si inquadra nel più ampio dispositivo di controllo doganale e di sicurezza aeroportuale predisposto presso l’aeroporto Internazionale di Milano-Malpensa, finalizzato alla prevenzione e alla repressione dell’importazione illegale di beni e sostanze proibite. Il traffico di sostanze stupefacenti rappresenta, infatti, un’attività illecita a elevato profitto per i sodalizi criminali, causando, al contempo, significativi danni alla salute e alla sicurezza pubblica».