corriere.it, 31 marzo 2026
Stadio di San Siro, nove indagati a Milano
Almeno due «rivelazioni di segreto» nel 2021 e 2023 da alti dirigenti del Comune a consulenti dell’Inter, e sei anni di fila di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» in un bando di gara o in un atto equipollente, hanno alterato per la Procura di Milano la procedura amministrativa che l’1 ottobre 2025 ha portato il Comune di Milano a cedere a Inter e Milan lo stadio San Siro e le circostanti aree edificabili per un totale di 280.000 metri quadrati. Su queste ipotesi, martedì mattina sono scattate le perquisizioni dei militari della Guardia di Finanza al Comune di Milano e alla M-I Stadio (società partecipata pariteticamente al 50% da A.C. Milan e F.C. Internazionale Milano incaricata della gestione dell’impianto intitolato a Giuseppe Meazza), oltre che nelle abitazioni e negli uffici dei principali indagati.
In tutta la saga dello stadio, iniziata nel 2017, il Comune si è sempre tenuto ben lontano da bandi di gara, scegliendo per l’operazione immobiliare la più sciolta cornice normativa della «legge Stadi» n.38 del 2021: ma l’«atto equipollente» al bando di gara, ossia l’atto amministrativo con cui la Pubblica Amministrazione fissa requisiti e modalità di partecipazione a una competizione volta a individuare un contraente, ai fini del reato di turbativa viene ora indicato dalla Procura nella delibera con la quale il Comune il 24 marzo 2025 pubblicò l’«Avviso pubblico» per raccogliere eventuali «manifestazioni di interesse» (e relative proposte migliorative) ulteriori rispetto alla prelazione di Inter e Milan.
Nove gli indagati nell’ipotesi che sia stato ritagliato su misura dei privati di Inter e Milan: il direttore generale del Comune, Christian Malangone, braccio destro del sindaco di centrosinistra Beppe Sala; il responsabile unico del procedimento dell’alienazione dello stadio, Giancarlo Tancredi, poi assessore all’Urbanistica da fine 2021 all’estate 2025; la direttrice della pianificazione del Comune, Simona Collarini; la consulente dell’Inter per l’affare dello stadio, l’avvocato Ada Lucia De Cesaris, che del Comune era stata assessore all’Urbanistica dal 2011 e vicesindaco dal 2013 sino al 2015 nella giunta di centrosinistra del sindaco Giuliano Pisapia; l’altro advisor dell’Inter, Fabrizio Grena; i consulenti del Milan, Giuseppe Bonomi e Marta Spaini; e due manager dell’Inter, l’amministratore delegato 2018-2025 Alessandro Antonello e il procuratore nerazzurro Mark Van Huuksloot.
Le fughe di notizie sulle delibere 2021 e 2023
Per gli indagati le chat sono sia la premessa sia lo scopo dei sequestri dei rispettivi telefoni nelle perquisizioni svolte martedì dalla GdF. La premessa sta infatti in quel poco di chat che in questi mesi il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano è riuscito a ricostruire sui telefoni sequestrati già l’anno scorso ad alcuni dei protagonisti in tutt’altra indagine, quella dei pm Marina Petruzzella e Paolo Filippini sui grattacieli dell’urbanistica milanese: e lo scopo delle perquisizioni e del sequestro degli attuali telefoni sta appunto nel tentativo di cercare di colmare i vuoti ricostruttivi in quelle chat, e mettere a fuoco il ruolo di altri interlocutori sinora intuito solo indirettamente nei messaggi trovati sui telefoni altrui.
Ma già ora la Procura, nell’iter del dossier stadio in Comune, ritiene di avere elementi su almeno due specifiche «rivelazioni di segreto», esemplificative di quelle collusioni nelle quali i pubblici ufficiali avrebbero turbato e orientato la procedura verso gli interessi dei privati: e anche qui è da alcune chat che per gli inquirenti emergerebbero una fuga di notizie di Malangone-Tancredi con la consulente interista De Cesaris su una bozza di delibera comunale del 5 novembre 2021, e un’altra di Tancredi con il dirigente interista Van Huuksloot su una proposta di delibera comunale del 19 gennaio 2023.
In Comune era prevista, martedì mattina alle 11, una conferenza stampa in Sala Alessi per la fine dei lavori di restauro di Palazzo Marino: è stata rinviata a data da destinarsi.