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 2026  marzo 30 Lunedì calendario

Cina, il governo vieta le "case delle ceneri".

Comprare un appartamento: non per andare a viverci, ma per custodirvi le ceneri dei propri cari defunti. Con quello che costano le tombe in molte città, quello degli “appartamenti delle ceneri” è un fenomeno che va avanti da diversi anni, ma che ora la Cina ha deciso di vietare.
A partire da oggi entrano in vigore le modifiche al regolamento sulla gestione dei funerali: una serie di regole che, tra le altre cose, vietano appunto “l’uso di abitazioni residenziali esclusivamente per la conservazione delle ceneri”. La popolazione cinese sta invecchiando rapidamente, i decessi l’anno scorso sono stati 11,3 milioni contro i 7,9 milioni di nascite, la rapida urbanizzazione ha fatto aumentare la domanda nei cimiteri ma lo spazio ormai è limitato e le tombe hanno raggiunto costi proibitivi per molti. A Pechino il prezzo medio per una tomba è di 83mila yuan (10mila euro), ma quelle più elaborate possono costare anche fino a 200mila yuan (25mila euro); circa 100mila yuan a Shanghai (12.500 euro) e 64mila yuan (8mila euro) a Shenzhen, riporta la stampa cinese. E mentre gli immobili residenziali godono di diritti di utilizzo di 70 anni concessi dal governo, le tombe nei cimiteri hanno un contratto di locazione di soli 20 anni. Col prezzo degli immobili in calo specialmente nelle zone periferiche delle città a causa della crisi del mattone, gli appartamenti risultano così spesso più convenienti dei cimiteri come luoghi in cui onorare la memoria del caro estinto.
“È vietato utilizzare appartamenti residenziali esclusivamente per la conservazione delle ceneri dei defunti”, recita l’articolo 38 della nuova legge. Che aggiunge: “È vietato seppellire i resti dei defunti o costruire tombe al di fuori dei cimiteri pubblici”. “Questo fenomeno riflette le pratiche tariffarie caotiche ed eccessive in vigore nel settore funerario. La maggior parte di coloro che decide di acquistare una “casa delle ceneri” è spinta da considerazioni di ordine pratico, quali i prezzi elevati delle tombe, le costose spese di gestione e la breve durata dei contratti di locazione. Le nuove norme non solo affrontano e limitano direttamente questa pratica – vietando esplicitamente l’uso di appartamenti residenziali per la conservazione delle ceneri – ma affrontano anche le cause alla radice mettendo un freno alle tariffe eccessivamente elevate nel settore funerario e delle sepolture”, commenta un avvocato ai media cinesi. L’articolo 50 della legge recita infatti: “Gli uffici per gli affari civili devono rafforzare il monitoraggio e la supervisione dei prezzi dei servizi funebri al fine di contrastare le tariffe eccessivamente elevate”.
La regola in Cina è quella della cremazione obbligatoria nelle aree urbane. Molte famiglie continuano a ritenere che il posto migliore per custodire le urne contenenti le ceneri dei propri cari sia comunque sotto una grande lapide al cimitero. Per ovviare alle limitate risorse di terra- e pure ai prezzi alle stelle – il governo sta incoraggiando infatti anche pratiche funerarie alternative. “Lo Stato promuoverà metodi di sepoltura che non occupino terreno o ne occupino una quantità minima”, recita uno degli articoli della legge, e incoraggerà quelle che vengono definite “sepolture ecologiche”: la dispersione delle ceneri in mare o sotto un albero.
A livello nazionale, il numero totale di tali sepolture lo scorso anno è stato di 194.700. Si tratta ancora solo del 3,2% del totale, ma è il 67% in più rispetto al 2019.