repubblica.it, 30 marzo 2026
Immobiliarista cinese ricercato compra 85 appartamenti di lusso a Londra
In pochi mesi aveva acquistato 85 appartamenti di lusso lungo le rive del Tamigi, inclusi 7 in un solo giorno, per un valore totale di 108 milioni di sterline, pari a circa 120 milioni di euro. La stampa inglese lo descriveva come un “misterioso immobiliarista cinese”, qualcuno lo aveva soprannominato “Mister X”. Adesso le autorità britanniche lo hanno identificato e hanno congelato tutte le sue proprietà: l’uomo del mistero si chiama Su Jiangbo ed è ricercato in Cina insieme ad alcuni complici per scommesse illegali, frode e crimini cibernetici. Gestiva fra l’altro un casinò clandestino nella provincia sudorientale di Fujian.
I suoi acquisti immobiliari a Londra, scrive il Times, sembrano seguire una sperimentata strategia per riciclare denaro sporco. Puntava su grattacieli e palazzi di nuova costruzione, comprando appartamenti in blocco: mezza dozzina in uno, una decina in un altro e così via. Per i costruttori immobiliari era un cliente ideale, a cui non fare troppe domande sulla provenienza di quei soldi. La proprietà più costosa acquistata da Jiangbo è un attico da 13 milioni di sterline con vista sulla cattedrale di St. Paul e la Tate Modern.
Le indagini e il congelamento dei beni sono scattati in base a una legge sulla Unexplained Wealth, introdotta dall’allora premier Theresa May ed entrata in vigore nel 2018, che mira a chiarire l’origine di ricchezze sospette. “Mister X” aveva fondato numerose società in Inghilterra per effettuare le sue operazioni immobiliari, avvalendosi di un “golden passport” di St. Kitts and Nevis, due minuscole isole dei Caraibi, ex-colonie britanniche, diventate indipendenti nel 1983, che offrono la possibilità di acquisire la loro cittadinanza a chiunque investa almeno 270 mila dollari (235 mila euro). Con quel passaporto, l’affarista cinese ha ottenuto accesso a 140 Paesi del mondo, tra cui il Regno Unito, senza bisogno di visto.
Il Times riporta che Jiangbo non ha risposto a richieste di commenti sul congelamento dei beni inviati alla email personale indicata sul sito delle sue società londinesi, così come a indirizzi associati ad altre compagnie a suo nome a Singapore, in Cambogia e a Hong Kong. Non è chiaro dove si trovi in questo momento, né come reagirà alle misure intraprese dalla magistratura britannica nei suoi confronti. Ora avrà tre mesi di tempi per fornire informazioni sull’origine dei propri investimenti nel Regno Unito, dopodiché, se il tribunale non sarà soddisfatto, il congelamento si trasformerà in sequestro. I costruttori immobiliari si giustificano dicendo che non spetta a loro, bensì agli avvocati coinvolti nella compravendita, verificare la legittimità dei fondi. Ma è risaputo che il boom del mattone, a Londra come altrove, si finanzia anche con il riciclaggio di denaro sporco.