repubblica.it, 30 marzo 2026
Delmastro, la Bisteccheria dei Caroccia “riciclava soldi del clan Senese”
Nella società di Andrea Delmastro “c’erano capitali mafiosi”. È il sospetto, messo nero su bianco, dalla procura di Roma che ha notificato un avviso a comparire a Miriam Caroccia, la socia “a sua insaputa” dell’ormai ex sottosegretario alla Giustizia.
Quello che fino a ieri era un sospetto, adesso diventa qualcosa in più. Un’ipotesi investigativa precisa, scandita negli atti.
Per i magistrati, la Bisteccheria d’Italia – appartenuta fino a non molto tempo fa ad Andrea Del Mastro – avrebbe aiutato “l’associazione di stampo mafioso facente capo alla famiglia Senese”. In che modo?
Consentendo al clan di “accrescere e rafforzare la propria posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche”, di “reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni” e di “sottrarre i beni e le attività illecitamente accumulate dall’associazione a misure ablatorie”.
È un’accusa, allo stato, che viene contestata allo storico prestanome del clan, Mauro Caroccia, e alla figlia Miriam, 18 anni. È lei che compare tra i soci fondatori della società insieme a diversi esponenti di Fratelli d’Italia.
Ma il perimetro temporale fissato dalla Procura è già un punto chiave: il reato, secondo i pm di Roma, sarebbe stato commesso a partire dal 17 dicembre 2024. Cioè dal giorno in cui nasce la Le 5 Forchette, la società utilizzata per gestire la Bisteccheria d’Italia. Quel giorno, al civico 2 di via Garibaldi, a Biella, sei persone si siedono davanti a un notaio di fiducia per costituire l’azienda.
Ci sono Andrea Del Mastro, il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà, l’assessore ai lavori pubblici Cristiano Francheschini, la vicepresidente (dimissionaria) del Piemonte Elena Chiorino. E poi l’imprenditrice Donatella Pelle e la diciottenne Miriam Caroccia.
È lì che tutto comincia. È lì che, per l’accusa, prende forma il reato. Perché «sporchi» sarebbero i soldi con cui i Caroccia si sarebbero «attribuiti fittiziamente il 50% della titolarità della società». E «sporchi» sarebbero anche i capitali reinvestiti nella fase di avviamento.
La linea difensiva della ragazza, però, è già tracciata. Dice di non sapere nulla, di non aver mai versato un euro. Lo ripeterà dopodomani, quando sarà interrogata dai pm di Roma.
La commissione Antimafia approfondirà sul caso Delmastro con audizioni che coinvolgeranno lo stesso ex sottosegretario.
Fonti della presidenza fanno sapere che “l’Ufficio di Presidenza della Commissione ha approvato all’unanimità l’avvio di un ciclo di audizioni sulla vicenda Delmastro e nell’ambito dell’inchiesta sul clan Senese, già affrontata dalla commissione durante il filone che ha riguardato ’Affari di Famiglia e Hydra’ “.
” La Commissione – aggiungono le fonti – procederà alla richiesta di ascolto della Procura di Roma, delle Forze dell’ordine, Polizia e Gdf, Dap, l’Ucis, della scorta e dello stesso ex sottosegretario, nel rispetto dei principi di rigore, trasparenza e tempestività che ne caratterizzano l’azione istituzionale. La decisione è stata assunta con piena condivisione da parte della maggioranza, in particolare modo da Fdi, che ha altresì evidenziato la necessità di fare chiarezza sulle modalità con cui informazioni relative a un’indagine in corso, di particolare delicatezza, siano state diffuse a mezzo stampa.
Nel quadro delle proprie attività, la Commissione svolgerà inoltre una missione a Milano il 16 aprile, nel corso della quale saranno approfonditi anche i profili connessi all’indagine “Hydra”. La Commissione “ribadisce il proprio impegno a garantire il pieno accertamento dei fatti, nel rispetto delle prerogative dell’autorità giudiziaria e a tutela della correttezza delle istituzioni”.