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 2026  marzo 30 Lunedì calendario

Caso Pizzaballa, l’Italia protesta con Israele

«Grave», «inaccettabile», «offensiva». L’Italia politica tutta reagisce condannando la scelta del governo israeliano di impedire al Patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e al custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo di entrare nella chiesa del Santo Sepolcro per celebrare con i frati la messa della domenica delle Palme.
Tutto il governo è solidale e amareggiato. La premier Giorgia Meloni ha subito espresso vicinanza definendo la vicenda un’«offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa». Poi, nel pomeriggio, ha sentito telefonicamente il cardinale Pizzaballa.
«Inaccettabile aver impedito l’ingresso nella chiesa del Santo Sepolcro – ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani —. Per la prima volta la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la messa della domenica delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo». Tajani ha dato «immediate istruzioni al nostro ambasciatore in Israele di esprimere il nostro sdegno» e ha convocato per oggi alla Farnesina l’ambasciatore di Israele.
Sostiene la posizione «chiara e inequivocabile» del governo il vicepremier leghista Matteo Salvini, per il quale «quanto successo al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo è inaccettabile e offensivo». Approva, sempre su X, il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Quanto accaduto a Gerusalemme è grave e profondamente preoccupante, un fatto senza precedenti».
Anche dall’opposizione parole di condanna. Elly Schlein, a nome del Pd, ha espresso solidarietà al patriarca di Gerusalemme e al custode del Santo Sepolcro «da sempre testimoni di un’idea di convivenza pacifica profondamente lontana dal suprematismo di Netanyahu e degli estremisti di destra suoi complici». E ha denunciato la «violenza cieca e la protervia senza limiti del governo israeliano», che ha offeso «la dignità dei credenti umiliando l’intera comunità cristiana». La segretaria del Pd ha chiesto al governo di prendere «una volta per tutte le distanze dal criminale governo Netanyahu, promuovendo azioni concrete per fermare e sanzionare le sue sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà».
Ai motivi di «sicurezza» avanzati da Israele il leader di Italia viva Matteo Renzi replica negando che ci sia «alcuna ragione di sicurezza che giustifichi la decisione israeliana di impedire al patriarca Pizzaballa di entrare al Santo Sepolcro. Si tratta di un’offesa inaccettabile e di una provocazione inutile». «Una vergogna e un affronto a cui occorre rispondere con estrema durezza», ha affermato il segretario di Azione, Carlo Calenda.
Per i due capigruppo di Camera e Senato del M5S Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini «siamo di fronte all’ennesimo atto grave del governo Netanyahu, che usa la sicurezza come alibi per misure sempre più arbitrarie, alimentando tensioni e calpestando i luoghi santi. Le sue scuse successive non cancellano la gravità di quanto accaduto».
«Da credente», Angelo Bonelli di Avs ha espresso la sua «vicinanza al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo», poi ha attaccato il «clima politico di impunità con cui si muove il governo di Netanyahu, al quale è consentito fare tutto. Ora il governo Meloni protesta, ma domani tornerà tutto esattamente come prima».