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 2026  marzo 30 Lunedì calendario

La Capannina quest’estate resterà chiusa

Nonostante il suo aspetto spartano, raccontava Montanelli, «era sottinteso che per entrarci bisognava essere almeno conte» tuttavia «si fece un’eccezione solo per Edoardo Agnelli», figlio di Giovanni, il fondatore della Fiat... Questa estate invece non entreranno né nobili blasonati o ricchi industriali, né politici e neppure i comuni mortali che dovevano passare il filtro di Otello Bertocchi, lo storico buttadentro. La Capannina di Forte dei Marmi, da quasi un secolo simbolo della mondanità italiana e crocevia di artisti e intellettuali, resterà chiusa. I lavori di ristrutturazione non sono ancora terminati. In un primo momento si era parlato di una scoppiettante inaugurazione a Pasqua, tra pochi giorni, slittata poi in estate. Perché il tempio del divertimento della Versilia non può restare chiuso a lungo (a Natale e Capodanno la sua porta d’ingresso era rimasta tristemente sprangata, mai era accaduto prima). Anche se il tazebao blu resta fuori dal locale, a monito costante e incrollabile: “Obbligatoria l’eleganza” a caratteri cubitali.
Ma, a sorpresa, il nuovo proprietario, il Gruppo Armani, ha appena fatto sapere che i lavori andranno avanti per tutto il 2026 e dunque per ballare alla Capannina bisognerà aspettare la stagione estiva 2027. Chissà se tutto ruoterà attorno all’asse milanese della residenza Armani di via Borgonuovo, la casa simbolo, dove bianco e nero fanno ordine. Ma soprattutto chissà come la prenderanno i vacanzieri della Versilia, quelli abituati a danzare con l’orchestra dal vivo e a passare le serate dove si sono esibiti artisti di fama internazionale come Edith Piaf e Ray Charles, fra i più celebri francesi, e stelle italiane come Patty Pravo, Renato Zero, Riccardo Cocciante, Gino Paoli. L’unica grande artista che alla Capannina non si è mai esibita è Mina, aveva però la sua foto in bella mostra, “ora e per sempre impossibile”, visto che preferiva la Bussola.
Intanto il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, che sta seguendo da vicino l’evoluzione del mega progetto, racconta che c’è un «confronto costante con la direzione e con i rappresentanti del Gruppo Armani, con i quali ha avuto diversi momenti di approfondimento». Il primo cittadino ha dunque avuto modo di visionare il rendering dell’intervento, che si configura come un’operazione di grande rilievo: «Un progetto capace di mantenere intatta la storicità e l’identità di un luogo simbolo di Forte dei Marmi, riqualificandolo al tempo stesso in modo completo, anche sotto il profilo dell’adeguamento alle normative vigenti». È la realizzazione di un disegno che «comporta tempi tecnici e complessità operative non trascurabili». Aggiunge: «Per questo comprendiamo le tempistiche necessarie e guardiamo con fiducia al percorso intrapreso, con l’auspicio che la stagione 2027 possa segnare la piena riapertura e la ripresa delle attività in un ambiente completamente rinnovato». Ne è convinto il sindaco Murzi: «Il lavoro che verrà realizzato rappresenterà un valore aggiunto per Forte dei Marmi, contribuendo a rafforzarne ulteriormente l’attrattiva e la qualità dell’offerta».
Armani che era abituato a pianificare tutto, forse mai avrebbe pensato che i lavori di ristrutturazione della sua Capannina andassero così per le lunghe. Forte dei Marmi era il suo rifugio, il luogo dove trascorreva le vacanze. Era il mare, il sole, la spensieratezza e tanto altro. Lì aveva incontrato negli anni Sessanta l’architetto Sergio Galeazzi, «mi piacque subito il suo sorriso toscano e diventammo subito amici», raccontava re Giorgio. Quella amicizia si trasformò presto in una storia d’amore e di complicità e, ancora di più, in un sodalizio professionale destinato a cambiare il volto della moda internazionale. Ecco perché l’acquisizione della Capannina – il leggendario locale della Versilia, fondato nel 1929 da Achille Franceschi e passato nel 1977 nelle mani di Gherardo e Carla Guidi – da parte di re Giorgio è stato «un gesto affettivo, un ritorno alle origini e un tributo alla tradizione italiana». Una scelta del cuore, nata in modo casuale da una telefonata di premura fatta dallo stilista per porgere le sue condoglianze alla moglie di Guidi per la scomparsa del marito, tradotta poi in un contratto complesso da circa 13 milioni che ha avuto mesi di incubazione e che il genio della moda, inventore della giacca destrutturata, è riuscito a portare a casa qualche settimana prima della sua scomparsa (lo scorso il 4 settembre). Ma lui non ha lasciato nulla al caso, le sue volontà messe nero su bianco comprendevano senza alcun dubbio anche l’operazione di restyling dell’ultimo acquisto. La sua intenzione era quella di preservare l’anima del luogo, aggiornandola con una sensibilità contemporanea. Una sorta di ponte tra due epoche: da un lato Forte dei Marmi dei favolosi anni Sessanta, laboratorio di stile e libertà, dove in pista da ballo si incontravano aristocratici, attori, intellettuali e musicisti, ma anche quella degli amori tormentati di Sapore di mare, film di Carlo Vanzina con Jerry Calà girato in Versilia, che raccontava gli anni Ottanta, e dall’altro una nuova generazione non Legata a un granello di sabbia (cantava Nino Fidenco) ma con la voglia di divertirsi.
Nella nuova Capannina sarà impossibile non percepire l’eleganza senza tempo di Giorgio Armani, mentre il mare continuerà a lambire la spiaggia con lo stesso ritmo di sempre e con l’eco de Il cielo in una stanza dalla voce di Paoli lì dove tutto è cominciato.