il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2026
Corona-Signorini, stop a diffamazioni ma resta il format
Nella battaglia tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini, il Tribunale di Milano accoglie “parzialmente” il reclamo presentato dall’ex agente fotografico contro il provvedimento d’urgenza e cautelare con cui lo scorso gennaio gli era stato imposto di non diffondere ulteriori contenuti “di carattere diffamatorio” contro l’ex direttore del settimanale Chi, di rimuovere quelli già messi su web e social e di consegnare tutto il materiale usato per le puntate del suo format Falsissimo. Oltre a revocare quello che è stato definito un “sequestro atipico (non giudiziario, non conservativo)”, il tribunale ha definito meglio i contorni delle espressioni e delle affermazioni lesive della reputazione e della sfera privata di Signorini. E quindi circoscrive come diffamanti qualche epiteto o insulto nei confronti di Signorini e le accuse, a lui rivolte e “senza una diligente verifica”, di presunti “ricatti sessuali per favorire l’ingresso di giovani nel mondo dello spettacolo”. Poi c’è una pubblicazione di una sua foto “nudo e di spalle” avvenuta senza il consenso che rappresenta una violazione del diritto alla privacy. Quanto alla future puntate, annunciate da Corona tramite il suo legale Ivano Chiesa, si evince dal provvedimento, il divieto riguarda i contenuti offensivi e lesivi del diritto alla riservatezza, meglio precisati dai giudici. Secondo i quali “non può essergli negato il diritto alla libera manifestazione del pensiero, ove detta manifestazione avvenga con modalità rispettose della verità, della pertinenza all’interesse pubblico alla conoscenza della notizia e della continenza verbale”.