la Repubblica, 29 marzo 2026
La morte di Domenico, è scontro sulla richiesta di risarcimento
Scontro sulla richiesta di 3 milioni di risarcimento stragiudiziale per il piccolo Domenico. È durissimo il botta e risposta a distanza tra il legale della famiglia del bambino deceduto in seguito del trapianto di un cuore danneggiato, e Anna Iervolino, la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, da cui dipende il Monaldi.
Tutto parte da una lettera aperta diffusa dall’avvocato Francesco Petruzzi con accuse pesanti nei confronti del Monaldi: “Rimane indifferente, opaco, istituzionalmente sordo. Come lo è stato quando il piccolo Domenico Caliendo era ancora vivo, nei confronti della famiglia Caliendo-Marcolino di fronte a una legittima proposta di bonario componimento in sede stragiudiziale della componente risarcitoria della vicenda”. Per la quale “non vi è nulla di cui vergognarsi” specifica Petruzzi.
La lettera è indirizzata anche al presidente della Regione, Roberto Fico, a cui l’avvocato “chiede di valutare il comportamento della dirigenza dell’ospedale Monaldi”. Poi un altro affondo nei confronti dei vertici dell’ospedale: “Siamo stati chiamati per l’albero da piantumare in suo ricordo, un tentativo di riabilitare l’immagine pubblica del Monaldi attraverso un gesto di facciata istituzionale”.
Il legale spiega che “nel tentativo di evitare alla famiglia una ulteriore devastazione psicologica derivante da un giudizio civile sovrapposto al procedimento penale in corso è stata trasmessa all’Azienda ospedaliera dei Colli, via posta elettronica certificata, una proposta di dialogo, non una dichiarazione di guerra. Un invito a sedersi attorno a un tavolo, nel rispetto della dignità delle parti – aggiunge – il Monaldi non ha risposto. Non ha risposto con un diniego motivato. Non ha risposto con una controproposta. Non ha risposto con un semplice atto di accuse ricevute. Ha semplicemente eliso la comunicazione, come se quella pec non fosse mai stata trasmessa, come se la famiglia Caliendo Mercolino non esistesse, come se la morte di Domenico fosse un fatto del quale l’Azienda non avvertisse il peso di una risposta istituzionale minima”.
Ma Iervolino non ci sta è replica: “La pubblica amministrazione non può agire sotto pressioni mediatiche senza il rispetto delle procedure”. Nel ricapitolare la vicenda, la manager svela che “l’azienda ha ricevuto una proposta stragiudiziale il giorno dopo il funerale del piccolo Domenico, espressamente qualificata come riservata, contenente una richiesta risarcitoria di 3 milioni di euro e formulata in termini dichiaratamente non negoziabili – spiega la nota – la vicenda cui la proposta si riferisce è, come noto, attualmente all’esame dell’autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari. La valutazione della richiesta risarcitoria impone lo svolgimento di approfondite valutazioni tecnico-legali, anche alla luce degli accertamenti in corso e, per loro natura, non possono essere compresse entro i rigidi termini unilaterali indicati dalla controparte”.
Iervolino risponde anche in merito alla polemica sollevata dal legale della famiglia di Domenico sull’albero piantumato nel giardino del Monaldi: “L’iniziativa, maturata spontaneamente dal personale, è stata apprezzata dalla signora Patrizia e dal signore Antonio (genitori di Domenico, ndr) che, ancora una volta, hanno riferito di non nutrire sentimenti di rancore verso i medici e gli infermieri, pur chiedendo legittimamente giustizia per quanto accaduto”.
La controreplica di Petruzzi non si fa attendere: “Ho cercato il dialogo. In tre occasioni documentate, l’azienda non ha risposto. Non è questa difesa a dover giustificare la propria condotta. Quello che abbiamo scelto di rendere pubblico non è il contenuto della proposta: è il silenzio del Monaldi. È stata l’azienda, nella nota diffusa, a violare unilateralmente il vincolo di riservatezza che ora invoca”. Petruzzi aggiunge: “Ci risulta che nel comitato valutazione sinistri, deputato a vagliare la proposta, figura uno dei consulenti dei sette medici indagati”. Insomma, un’altra giornata ad alta tensione, nel corso della quale la direttrice generale del Monaldi ha anche reso noto che si sta ricostruendo il reparto di cardiochirurgia pediatrica “con il sostegno del Bambino Gesù che ha accettato di venire a Napoli per non interrompere le attività: sono già stati fatti 4 interventi, proseguiamo con successo. Venerdì i professionisti da Roma con i nostri giovani hanno operato in urgenza un bimbo di un mese di vita, nato con un foro sul cuoricino che andava chiuso in emergenza”.