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 2026  marzo 29 Domenica calendario

Nepal, arrestato l’ex premier Oli

A meno di 24 ore dal giuramento di Balendra Shah come primo ministro del Nepal, il suo predecessore Kp Sharma Oli è stato arrestato per il suo ruolo nella sanguinosa repressione delle proteste che lo scorso settembre hanno rovesciato il suo governo e portato al voto anticipato. Per la prima volta nella storia del Paese, un premier finisce in manette mentre un rapper di 35 anni viene eletto capo del governo con una vittoria schiacciante: entrambi i risultati frutto della spinta della Generazione Z.
Oli, 74 anni, è stato arrestato questa mattina insieme all’ex ministro degli Interni, Ramesh Lekhah, dopo che una commissione d’inchiesta incaricata di indagare sulla morte di oltre 70 persone durante le manifestazioni di settembre ha raccomandato di perseguirli per “negligenza criminale”.
Le proteste, iniziate lo scorso 7 settembre e spinte dalla Generazione Z, sono state innescate dal bando ai social imposto dal governo, ma sono state alimentate dal diffuso scontento per la corruzione, il nepotismo e la disoccupazione giovanile. Secondo il rapporto, non è stato possibile accertare un ordine diretto di sparare contro i manifestanti, ma allo stesso tempo non c’è stato alcuno sforzo per controllare gli spari. “A causa della condotta negligente”, si legge nel rapporto, “anche dei minorenni hanno perso la vita”. Uno di loro indossava l’uniforme scolastica quando è stato colpito.
Da mesi, i familiari delle 76 persone decedute chiedono che i responsabili vengano chiamati a rispondere delle proprie azioni. “Nessuno è al di sopra della legga. Questa non è una vendetta, è l’inizio della giustizia”, ha promesso il nuovo ministro degli Interni Sudan Gurung. L’inchiesta raccomanda una condanna a 10 anni di carcere per Oli, Lekhak e il capo della polizia durante le proteste.
L’ex primo ministro ha sempre respinto le accuse, definendole “diffamatorie” e frutto di un “politica di odio”, negando qualsiasi coinvolgimento nella repressione dei manifestanti. Dopo le dimissioni, si era persino ricandidato alle elezioni del 5 marzo. Ma il rapper ed ex sindaco di Katmandu Shah, simbolo di cambiamento per la Generazione Z, ha sconfitto tutti i leader veterani del Paese, dimostrando un netto rifiuto della vecchia classe dirigente politica da parte dei nepalesi.
Sempre elegante e con gli occhiali da sole scuri, Shah ha appoggiato le proteste contro il governo e i manifestanti hanno adottato una delle sue canzoni “Nepal Haseko”, “Nepal sorridente”) come inno. L’ormai ex rapper ha rotto il silenzio post elettorale due giorni fa affidando a una canzone rap il suo messaggio al Paese alla vigilia dell’insediamento. “La forza dell’unità è il mio potere nazionale. Nepal unito, questa volta si sta scrivendo la storia”, canta nel video che ha totalizzato decine di migliaia di visualizzazione a pochi minuti dalla sua pubblicazione.
In linea con lo spirito del movimento della Generazione Z, i compiti principali del nuovo governo saranno garantire il buon governo, combattere la corruzione, migliorare l’erogazione dei servizi pubblici, accelerare la crescita economica e creare posti di lavoro. La rabbia pubblica per la corruzione e l’impunità è stata una delle forze trainanti del cambiamento politico, ma attuare le raccomandazioni del rapporto della commissione Gauri Bahadur Karki sulla repressione delle proteste, mantenendo un ampio consenso pubblico sarà un delicato esercizio di equilibrio. Lo dimostrano, per esempio, gli scontri avvenuti oggi tra polizia e un gruppo di manifestanti scesi in piazza contro l’arresto dell’ex primo ministro Oli.