corriere.it, 29 marzo 2026
Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell’Anm
Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell’Anm. Tango è stato appena eletto per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell’Associazione dove oggi l’ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni. «Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l’interlocutore politico», le prime parole del nuovo presidente dell’Anm subito dopo la sua elezione.
«Non vorrei sbagliarmi – ha aggiunto – ma credo di essere il primo palermitano a essere nominato alla presidenza nazionale dell’Anm: questo mi inorgoglisce oltremodo da un lato, dall’altro sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che, da sempre, ha saputo costruire, grazie ai suoi illustri esponenti, un rapporto di forte fiducia con la società civile, finanche nei momenti più drammatici della nostra storia. Di questa fiducia – conclude – noi tutti dobbiamo dimostrare di essere all’altezza. Noi, in tutti i modi, abbiamo spiegato che l’Anm non è e non potrà mai essere un partito politico. Anche perché non lo vogliamo. Siamo un’associazione che rappresenta il 95 per cento dei magistrati. E solo una piccola parte di questi è iscritta alle correnti», ha precisato.
Tango, 43 anni, giudice del lavoro a Palermo ed esponente del gruppo di Magistratura Indipendente, è il magistrato più votato alle ultime elezioni per il nuovo comitato direttivo dell’Anm, nel gennaio 2025. Ha fatto parte della Giunta esecutiva centrale guidata da Cesare Parodi, che appartiene alla sua stessa corrente, e oggi gli succede.
In passato è stato presidente della Giunta sezionale dell’Anm di Palermo. Si tratta dunque di una scelta in continuità con il passato che premia Magistratura Indipendente alla quale apparteneva anche Parodi. Le dimissioni di quest’ultimo, formalizzate solo oggi, erano state annunciate qualche settimana fa per ragioni personali ma nel corso del direttivo che si è svolto nella giornata di oggi si era sperato in un suo ripensamento. Così non è stato. Di conseguenza si è scelto il nuovo presidente, un numero uno che dovrà trattare ora temi importanti e trovare un terreno di confronto con la maggioranza di centrodestra. L’auspicio di molti magistrati è che si riparta dagli otto punti, una sintesi di ciò che occorre per far funzionare il sistema giustizia a partire dalle piante organiche attualmente deficitarie.