corriere.it, 29 marzo 2026
Spagna, rubati 625 pezzi di motori «non più sicuri» di aerei
Le autorità dell’aviazione civile di mezzo mondo cercano 625 pezzi di motori degli aerei destinati alla distruzione – perché non più utilizzabili e sicuri —, ma che sono stati rubati in un’operazione quasi da film e potrebbero finire sul mercato dei ricambi con false certificazioni. È stato portato via di tutto: componenti per il sistema di accensione e combustione, cuscinetti e supporti, alberi, compressori, turbine, ventole, valvole.
L’elenco
A leggere l’elenco si tratta di parti in particolare per i motori Cfm-56 e Pw-1100 che sono principalmente installati sugli Airbus A320 e i Boeing 737, cioè i due modelli di jet oggi più utilizzati. Ma nella lista si trovano anche componenti necessari ai Tupolev e che quindi potrebbero finire velocemente nel mercato nero in quei Paesi che ancora usano velivoli di fabbricazione sovietica come Cuba, la Corea del Nord e la stessa Russia.
Un periodo complicato
Mentre è ancora alle prese con i «postumi» della truffa sui pezzi di ricambio dei motori e con i problemi che gravano sui propulsori di nuova generazione, l’aviazione si ritrova ora a dover affrontare un altro pericolo. Di cui si è saputo soltanto negli ultimi giorni, ma il blitz è avvenuto a fine gennaio, come conferma l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) che ha lanciato l’allarme su scala globale per ritrovare quei pezzi sottratti.
Il furto a fine gennaio
Il blitz è avvenuto a fine gennaio, stando alla ricostruzione dell’Autorità nazionale per l’aviazione della Spagna. Una spedizione di componenti di motori turbofan – formalmente dichiarati «non aeronavigabili» – non è stata consegnata al destinatario ufficiale. Il motivo? Alcuni individui si sono finti addetti della società incaricata della distruzione dei componenti, si sono impossessati del carico e sono spariti nel nulla.
L’allarme dell’Easa
Come questo sia stato possibile resta ancora da capire. L’Easa vuole anche capire se ci siano precedenti simili. L’unica certezza è che la spedizione era composta da 12 container di parti di motori, tre dei quali contenevano componenti «critici» o a «vita limitata» che non sono stati distrutti, segnala l’agenzia europea che teme che questi «possano essere immessi in vendita sul mercato aperto».
La normativa rigida
Cambiare anche un minimo pezzo al motore di un aereo non è un’operazione che avviene rapidamente. Intanto il componente deve contenere un’apposita documentazione – a volte lunga decine di pagine – con tutta la sua «storia»: dove è stato fabbricato, a quale lotto appartiene, chi l’ha certificato, chi l’ha trasportato, dove è stato installato una prima volta, chi sono tutti quelli che si sono occupati della conservazione, quando è stato controllato e da chi nel tempo, eccetera.
«Verificare gli inventari»
Il lungo elenco contiene 625 «componenti e attrezzature segnalati come rubati» da considerare «non approvate e non idonee all’installazione su aeromobili», avvisa l’Easa. «Proprietari, operatori e società di manutenzione sono invitati a verificare i propri aeromobili e inventari per individuare i numeri di parte e i relativi numeri di serie indicati». Non è un eccesso di prudenza: anche il bullone più piccolo, ma non idoneo a stare in un motore, può portare a effetti catastrofici.