Corriere della Sera, 29 marzo 2026
Nuovi guai al volante per Tiger Woods
Non accettate passaggi dagli sconosciuti, tantomeno da Tiger Woods. A 50 anni, dopo aver cambiato il golf, vinto 15 Major e guadagnato un miliardo e mezzo di dollari, il migliore non riesce a stare alla larga da sale operatorie, incidenti stradali e stazioni di sceriffi. È successo di nuovo venerdì. A Jupiter, in Florida, dove vive. Un sorpasso azzardato a un camion, l’urto contro il rimorchio e il suo Range Rover si è ribaltato. Tiger è uscito da solo, tutto intero, ed è stato arrestato per sospetta guida sotto effetto di sostanze. Portato nell’ufficio dello sceriffo della contea di Martin, è stato sottoposto al test del palloncino (esito negativo), ma ha rifiutato di sottoporsi a quello delle urine. John Budensiek, lo sceriffo, lo ha chiuso in cella e subito rilasciato dopo il pagamento della cauzione. «Come mi è sembrato? Letargico ma collaborativo», ha spiegato Budensiek.
Non è la prima disavventura stradale. Il debutto avvenne sempre a Jupiter nel lontano 2009, quando la moglie Elin Nordgren (ormai ex) dopo aver scoperto i suoi tradimenti lo rincorse brandendo un ferro 7. Tiger cercò di fuggire sulla sua Cadillac, ma la corsa si arrestò contro un idrante appena fuori dal giardino di casa. E in quella notte di novembre di 17 anni fa, si concluse la prima parte dell’esistenza del più grande, considerato da tutti l’uomo praticamente perfetto: sul campo da golf e in famiglia.
Per Eldrick Tont, soprannominato Tiger, figlio di Earl, tenente colonnello dell’esercito americano e di Kutilda, iniziò un capitolo complesso, meno vittorie e più guai, seguiti da clamorose resurrezioni. Il suo secondo soprannome è The Big Cat e i gatti, si sa, di vite ne hanno parecchie. Superò infatti l’arresto del 2017, quando la polizia lo trovò addormentato nella sua auto sul bordo di una strada in overdose di antidolorifici e il gravissimo incidente del 2021, a Los Angeles, quando si ribaltò più volte viaggiando a velocità almeno doppia rispetto a quella prevista e venne estratto dal suo suv dai paramedici con la gamba destra frantumata. Rischiò l’amputazione, se la cavò con un numero mai precisato di placche e viti.
Anche adesso Tiger stava preparando l’ennesimo ritorno. Dal 9 al 12 aprile ad Augusta, in Georgia, si disputa il Masters, il primo Major della stagione, l’ultimo trionfo di Woods nel 2019, quando giocò il giro finale con il nostro Francesco Molinari. «Lavoro per esserci», aveva detto. Si allenava per riprendersi dagli ultimi due interventi, alla schiena (il settimo) e al tendine d’Achille. Operazioni alle quali bisogna aggiungere le quattro al ginocchio sinistro perché il golf, come lo ha sempre giocato Tiger, è durissimo e distruttivo.
Sarà molto difficile, adesso, che riesca a presentarsi tra due settimane nel giardino più bello ed esclusivo d’America, dove ha vinto cinque volte e dove ogni anno i migliori golfisti competono per la gloria, per 4,2 milioni di dollari e per la giacca verde. Anche Donald Trump ha espresso il suo dispiacere per l’ultima disavventura. Sono amici per il golf, hanno giocato insieme, e anche per relazioni di famiglia: Vanessa, l’attuale compagna di Tiger, è stata sposata con Donald Jr, figlio del presidente.
Non è più il giocatore di una volta Tiger, ma non ha ancora perso l’aura. E forse è questo che gli impedisce di smettere di rincorrere la gloria, di rallentare ed evitare i guai. Nella vita e al volante.