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 2026  marzo 29 Domenica calendario

Anthropic batte il Pentagono nel primo round in tribunale

Anthropic, la società fondata da Dario Amodei in lite col Pentagono e con lo stesso Donald Trump per aver chiesto l’impegno del governo a non usare Claude, la sua intelligenza artificiale, per creare armi totalmente autonome dal controllo umano o per sviluppare sistemi di sorveglianza di massa, ha vinto il primo round nei tribunali. Un giudice federale di San Francisco, Rita Lin, ha ordinato al ministero della Difesa (ora ribattezzato dipartimento della Guerra) di non applicare la direttiva emessa quasi un mese fa che dichiara Anthropic «un rischio per la catena delle forniture» di governo e imprese.
Con questo atto, comunicato a tutti i fornitori del Pentagono, il governo aveva di fatto messo al bando la più avanzata delle start up dell’intelligenza artificiale, costringendo giganti come Microsoft, Amazon e la stessa Palantir, a dimostrare di non usare la creatura di Amodei per continuare a essere fornitori delle amministrazioni pubbliche. Il presidente, poi, era andato anche oltre: in un post su Truth social aveva ordinato a tutte le agenzie federali di non usare prodotti informatici che hanno dentro qualunque tipo di tecnologia Anthropic.
L’ordine sospensivo provvisorio (per il giudizio vero e proprio ci vorranno mesi) entrerà in vigore fra una settimana, quando scadrà il termine per la presentazione dell’appello da parte del governo federale. La giudice Lin ha usato un linguaggio durissimo per condannare l’atto del Pentagono: ha messo nero su bianco che bandire Anthropic è «una rappresaglia illegale che viola il primo emendamento della Costituzione». E ancora «non c’è nulla nel sistema normativo che consenta di sostenere la tesi orwelliana secondo cui un’impresa può essere dichiarata avversario o sabotatore degli Stati Uniti per il semplice fatto di essere in disaccordo col governo».
Un successo per l’azienda che con la messa al bando perderebbe contratti per molti miliardi di dollari: secondo il tribunale di San Francisco «un danno finanziario e reputazionale che può rovinare la società e danneggiarne altre». Molte aziende del settore sono corse in soccorso di Anthropic inviando petizioni al tribunale nelle quali difendono il suo operato e affermano che gli ordini del governo possono produrre un danno immediato e sostanziale a tutta l’industria tecnologica degli Stati Uniti.
Il Pentagono ha messo al bando Anthropic facendo riferimento a due diverse leggi: oltre a quello presentato (e ora vinto) nella città californiana nella quale ha sede, la società di Amodei ha dovuto depositare un secondo ricorso presso la Corte d’appello di Washington che ancora non si è pronunciata (anche se l’attesa è per un verdetto analogo).
Ma Anthropic, pur tirando un sospiro di sollievo, continua a sperare di ricucire il rapporto col governo: «Siamo grati ai giudici, ma vogliamo continuare a lavorare col governo in modo produttivo per assicurare che tutti gli americani possano beneficiare di un’intelligenza artificiale sicura e affidabile».
Appello che ora sembra caduto nel vuoto, visto che Emil Michael, il viceministro che aveva condotto il negoziato con Amodei finito con una rottura, ha definito la sentenza di San Francisco «una disgrazia, un pronunciamento pieno di errori fattuali che cerca di mettere in discussione il ruolo del presidente come comandante in capo delle forze armate proprio quando il Paese è impegnato in un conflitto».
Di certo per ora Palantir, fornitrice dei sistemi informatici più sofisticati per la Difesa e l’intelligence, potrà continuare a mantenere l’AI di Claude embedded nella sua tecnologia. E forse dietro le quinte si sta lavorando a una soluzione che, salvando la faccia di Anthropic, consenta al Pentagono di continuare a usare i prodotti che acquista come meglio crede, senza dover sottostare alle regole di servizio di un’impresa privata.
Il linea di principio un governo eletto non dovrebbe farsi imporre da un privato limiti all’uso di una tecnologia che ha acquistato.
Ma viviamo in un’epoca nella quale l’impensabile diventa realtà. E l’AI rivoluziona tutto.