Corriere della Sera, 29 marzo 2026
Scintille Kallas-Rubio: «Troppa pazienza con Mosca»
Tensione alla riunione dei ministri degli Esteri del G7, venerdì, nella giornata conclusiva del summit all’abbazia di Vaux de Cernay, poco lontano da Parigi. L’alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha criticato gli Stati Uniti per non aver intensificato la pressione sulla Russia, ricordando che un anno fa il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva assicurato provvedimenti degli Stati Uniti se Mosca avesse ostacolato gli sforzi per porre fine alla guerra.
«È passato un anno e la Russia non ha fatto alcun passo. Quando finirà la vostra pazienza?», ha chiesto Kallas. Rubio, secondo alcune fonti citate dalla testata americana Axios, si è irritato e ha alzato la voce. «Stiamo facendo del nostro meglio per porre fine alla guerra. Se pensate di poter ottenere migliori risultati, fate pure. Noi ci faremo da parte», ha risposto. Rubio ha anche sottolineato che gli Stati Uniti negoziano con le due parti, fornendo però solo all’Ucraina armi e intelligence. Alcuni ministri europei sono intervenuti per riportare la calma e chiedere agli Stati Uniti di continuare gli sforzi diplomatici. Alla fine dell’incontro Rubio e Kallas si sarebbero brevemente allontanati per avere un colloquio di chiarimento a due.
Parlando poi con i giornalisti, Rubio ha minimizzato l’episodio: «In queste occasioni di solito l’America viene ringraziata per il ruolo di mediazione che cerca di svolgere in questa guerra tra Russia e Ucraina. Nessuno urla, alza la voce o dice qualcosa di negativo».
Ma i rapporti tra Kallas e Rubio sono da sempre molto complicati. Già a novembre la capa della diplomazia Ue si era mostrata scettica sulla capacità di Washington di influire sul comportamento di Putin, che nel frattempo ha intensificato i bombardamenti sull’Ucraina. «Capisco cosa intendono gli americani – aveva detto Kallas —: non possono esercitare pressioni sulla Russia perché ciò chiuderebbe i loro canali di comunicazione, e sono gli unici a mediare in questo contesto. Ma gli sforzi degli Stati Uniti finora non hanno prodotto risultati».
La diplomatica estone parla a nome dell’Unione europea con toni schietti, senza esitare nel rispondere con forza ai periodici attacchi dell’amministrazione di Washington. Tanto che gli incontri al vertice sono poco frequenti e talvolta vengono annullati all’ultimo momento. Come è accaduto lo scorso anno a Washington, quando il previsto colloquio Kallas-Rubio venne cancellato «per problemi di agenda».
Alla conferenza di Monaco dello scorso febbraio, Kallas ha criticato il discorso di Marco Rubio, che aveva ripetuto – sia pure con stile meno violento – gli argomenti anti-europei espressi dal vicepresidente JD Vance l’anno prima. «L’euro-bashing (criticare l’Ue, ndr) è ormai molto di moda, ma noi europei rappresentiamo valori ancora molto apprezzati. L’Europa “woke” e “decadente” non sta affatto affrontando la fine della propria civiltà e molti vogliono entrare a far parte del nostro club; oltre il 40% dei canadesi è interessato ad aderire all’Ue». Kallas in quell’occasione ha anche sottolineato che il suo Paese, l’Estonia, si è classificato al secondo posto nell’indice mondiale della libertà di stampa, mentre gli Stati Uniti sono fermi al 58°.