Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  marzo 29 Domenica calendario

Vannacci annuncia l’apertura di una sede vicino a Montecitorio

Un’inaugurazione diventata una sfida. La prima sede di Futuro nazionale ha debuttato ieri nel quartiere popolare – e «rosso»,come rivendicato da molti residenti – di Rifredi. Che ha risposto con un presidio spontaneo cresciuto ora dopo ora e che ha trasformato piazza Tanucci in un teatro di disputa a cielo aperto. Da una parte Roberto Vannacci, che arriva alle 17 accolto dall’inno di Mameli cantato dai suoi, mano sul cuore. Dall’altra, a pochi metri, i cori dei manifestanti: «Firenze antifascista», «Rifredi non ti vuole». Due colonne sonore divise dal cordone di polizia in tenuta antisommossa. Il generale non abbassa i toni, anzi rilancia. «L’antifascismo non è in Costituzione», dice ai cronisti, poi arringa i suoi sostenitori parlando di Firenze come «prima bottega», laboratorio politico da cui partire. Ma è soprattutto l’annuncio successivo a segnare la giornata: l’apertura imminente di una sede a Roma, vicino a Montecitorio, da cui – promette Vannacci al centinaio di sostenitori accorsi da diverse parti della Toscana, assieme ai colonnelli del partito – «si dirameranno i nostri dispacci». Lessico nostalgico. Intanto la piazza si allarga: nel pomeriggio i manifestanti contro il partito dell’eurodeputato ex leghista arrivano a circa 400 persone. Famiglie, studenti, residenti. Niente bandiere, qualche fumogeno. Dai palazzi spunta uno striscione: «Firenze città antifascista». Applausi, telefoni alzati, cori. Qualche scintilla non manca quando alcuni sostenitori di Fn escono da un ristorante affacciato sulla piazza. In quel momento la polizia si compatta per evitare contatti.