Libero, 29 marzo 2026
Esce il libro della mamma del bosco su come crescere i figli
C’è da scommetterci che sarà un successo editoriale. Le premesse, d’altronde, ci sono tutte: mesi di sovraesposizione mediatica, una vicenda che ha coinvolto politica e istituzioni, che è stata discussa nei tribunali e chiacchierata nei bar, che è iniziata in un bosco ed è finita sui social del mondo digitale, che ha per protagonista pure una donna che non si improvvisa scrittrice dall’oggi al domani ma che ha una bibliografia già pubblicata. Esce per Solferino editore, il 5 maggio prossimo cioè tra un mese e poco più, nella collana Tracce, l’ultimo libro di Catherine Birmingham, La nostra vita libera.
Lei, la mamma di Palmoli, la signora con la treccia di lato allontanata dalla casa protetta di Vasto dove al momento sono ancora ospiti i suoi due gemellini di sette anni e la loro sorellina di otto, quella mom
Cate ritenuta «ostativa» dalle educatrici del centro, troppo presente, troppo ingombrante, poco collaborativa, ora promette di raccontare tutta la verità attorno alla scelta di vita che condivide col marito Nathan Trevallion. Intende, cioè, descrivere la decisione off the grid (fuori dai modelli consumistici) che l’ha portata in Abruzzo e che è stata il fulcro della polemica senza fine che la riguarda.
L’altra fatica letteraria di mrs Birmingham è un manualetto filosofico-ippico (nel senso che è incentrato sul tema dell’equitazione) e uscito diversi anni fa col titolo inglese di Ride for life (Cavalcare per la vita, tre principi d’oro per i cavalieri); il volume presentato in questi giorni, invece, è biografico. Inizia con l’episodio di cronaca che tutti conosciamo ma nelle intenzione va oltre, vuole indagare aspetti importanti nella vita di tutti i giorni i giorni come il conformismo, la sorveglianza e lo spazio per gli stili di vita alternativi.
«Mi concentro sulla verità e sul risveglio dell’umanità», dice la stessa autrice nella nota che annuncia la sua prossima presenza in libreria. Quando ritorna nei panni della mamma, però, è costretta a usare un altro registro: «Non riesco a dormire per la preoccupazione», si sfoga in questi dì con lo psichiatra Tonino Cantelmi che segue la “famiglia del bosco” come perito di parte, «sto lottando sapendo che i miei figli sono malati e che non mi è stato nemmeno permesso di visitarli. Tutto questo è così sbagliato». Dad Nat, nel frattempo, pare abbia acconsentito anche a mandare i suoi bambini al doposcuola, in modo da favorire la loro socializzazione.