il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2026
Zelensky rischia di perdere 8 mld in 4 anni dell’Fmi
“Coloro che non sono disposti a servire al parlamento possono servire al fronte”, il Financial Times riporta le dichiarazioni di Zelensky, furioso contro il suo stesso partito. La spaccatura interna di Servant of the People è stata resa pubblica da alcuni deputati di opposizione. Tra i primi Honcharenko, dei più critici del presidente, che due giorni fa postava immagini che dimostravano la diserzione dei parlamentari di Zelensky all’importantissima votazione sull’applicazione di nuove misure economiche. La riforma è la condizione imposta dall’Fmi per un prestito di 8 miliardi in quattro anni. L’accordo tra le parti è già stato firmato. Probabilmente Zelensky si aspettava totale fedeltà, almeno dai suoi, molti dei quali sembrano però non volersi prendere le responsabilità richieste.
“Sarebbe molto più costruttivo ed efficiente”, ha detto la deputata del partito di Zelensky Halyna Yanchenko, “se il governo negoziasse prima con il parlamento e solo poi con i partner stranieri”. Dalla fazione European Solidarity tuona il deputato Volodomyr Ariev: “Zelensky ha affermato che il parlamento dovrà prendere decisioni difficili, ma non abbiamo assolutamente alcuna informazione ufficiale nella Rada”. La maggioranza di Zelensky è crollata e la legge non è quindi stata approvata dal parlamento. Il primo vice presidente della fazione Servant of the People Andriy Motovylovets ha infatti dichiarato che il consenso interno al presidente è calato da 180 a 111 deputati. “La crisi è stata creata dallo stesso partito di Zelensky” ha dichiarato al Fatto la parlamentare, outsider della fazione del presidente, Mariana Bezuhla. Secondo la deputata le motivazioni sono molteplici. Sicuramente gli accordi economici con l’Fmi, “troppo duri da poter essere accettati dai nostri cittadini”, ma anche il futuro nebbioso, la mancanza di comunicazione e l’inefficienza del parlamento.