repubblica.it, 25 marzo 2026
Allarme e-Fat bike: in Olanda sono a rischio divieto
La lotta contro le bici elettriche a ruote larghe inizia dal Paesi Bassi, probabilmente il luogo più sensibile al mondo per le biciclette. Proprio così, le bici elettriche a ruota larga, comode e più sicure anche sulle strade dissestate delle nostre città ma utilizzate anche da tanti rider e come riportano le cronache, perfino da spacciatori e piccola criminalità, rischiano di far saltare il modello ciclistico olandese, un esempio di convivenza da 50 anni che ora rischia i crack. Colpa della facilità di modificarle trasformandole in veri e proprio scooter senza assicurazione e senza casco e con l’aggiunta della silenziosità e dell’anonimato garantita dalla mancanza di targa. Così, se in Italia e in altri Paesi europei si criticano ma si sopportano, limitandosi a organizzare dei controlli di polizia casuali e a sequestrare i mezzi che sono stati modificati e possono andare più veloci di quanto prescritto dall’omologazione (anche fino a 80 km/h), nei Paesi Bassi è scesa la politica a fare le barricate.
A far scattare l’allarme è stata l’organizzazione per la sicurezza VeiligheidNL che ha stimato che questi mezzi hanno causato in un anno oltre 5.000 ciclisti feriti e migliaia di pedoni finiti al pronto soccorso. La vera preoccupazione però, secondo gli esperti della materia, è che per la prima volta in mezzo secolo di convivenza pacifica che ha fatto proseliti in tutto il mondo, è che questi mezzi stanno mettendo davvero in crisi il “modello ciclistico olandese” perché stanno rompendo alcune regole implicite, a partire dal fatto che sulle piste ciclabili tutti i veicoli avevano caratteristiche simili. E invece queste hanno una velocità effettiva molto superiore al limite ufficiale di 25 km/h e un peso superiore alla media delle due ruote.
Negli incidenti, in forte aumento, la maggior parte delle vittime sono adolescenti e le lesioni sono spesso più gravi rispetto a quelle causate dalle bici normali. Basti pensare che dalle ultime rilevazioni disponibili il 22% dei conducenti di fatbike coinvolti in incidenti finisce in ospedale a fronte del 13 delle bici tradizionali e del 16% delle e-bike standard. In più, su queste bici vengono rilevati i maggiori comportamenti pericolosi. Oltre la velocità, molte segnalazioni riguardano la guida spericolata di ragazzi sotto i 16 anni, il trasporto di più persone su un solo mezzo e il disturbo ai pedoni nei parchi e nelle zone pedonali.
Così. In attesa di un divieto nazionale al quale sta lavorando il parlamento (Staten-Generaal) e il governo e che dovrebbe arrivare entro l’anno, molte amministrazioni cittadine hanno iniziato a vietarle almeno dai punti nevralgici del loro territorio. A partire da Amsterdam che ha creato le prime “fatbike-free zone” nei luoghi più frequentati e nella maggior parte dei parchi cittadini. Ad Enschede sono state vietate nel centro cittadino mentre ad Utrecht hanno annunciato di lavorare a un divieto in tutta l’area urbana. Altre venti amministrazioni, tra le quali città come Rotterdam, L’Aia e Eindhoven hanno pubblicamente chiesto al governo nazionale ad intervenire al più presto, almeno con il divieto di farle transitare sulle piste ciclabili e nelle zone centrali.